domenica, Febbraio 25, 2024
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Nike ritira le scarpe pensate per il 4 luglio: sul retro del modello una bandiera schiavista

Singolare problema per il marchio Nike che in america ogni 4 luglio, giorno dell’indipendenza, lancia un modello dedicato a questa ricorrenza. Le scarpe progettate per il 2019 non vedranno mai la luce per un errore commesso in fase di elaborazione e che ha acceso diverse polemiche.

La denuncia

Il lancio di quest’anno per il 4 luglio prevedeva una versione delle Air Max 1 Quick Strike caratterizzate da un disegno originale della bandiera americana di Betsy Ross del 1770 sul retro della scarpa.

Quando il prodotto era già online per essere pronto alla vendita ecco la segnalazione al marchio americano che indicava la bandiera riportata sul retro come simbolo legato alla schiavitù. Il prodotto pronto per la vendita a 120 dollari è stato bloccato sull’e-commerce Nike.

Il primo a puntare il dito contro il colosso delle scarpe sportive è stato proprio uno dei suoi testimonial, Colin Kaepernick, l’ex quarterback dei San Francisco 49ers, diventato famoso per aver dato origine alla protesta dell’inno prima dell’inizio delle partite di football americano.

I risvolti

Un danno enorme per Nike in termini di vendite su un prodotto che annualmente porta un ottimo fatturato. Le conseguenze per la Nike si sono fate sentire anche a livello di borsa, con un calo di oltre l’1% a Wall Street. Mentre il governatore dell’Arizona, il repubblicano Doug Ducey, ha annunciato che ritirerà gli incentivi alla Nike per la costruzione di un nuovo stabilimento nel suo stato.

Chi ci ha guadagnato è chi è riuscito ad avere un paio di Air Max 1 Quick Strike prima del blocco. Alcuni modelli già in circolazione sono finiti all’asta battuti per oltre duemila dollari contro un prezzo di vendita di 140 dollari.

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