domenica, Aprile 14, 2024
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Villaggio dei puffi a grandezza uomo, esiste ed è in Liguria

Un villaggio dei Puffi che non puoi calpestare perchè è a grandezza uomo; è visitabile nei boschi di Bardineto, in Liguria.

Camminare tra i boschi, calpestare il fogliame secco e sentire quel soave tappeto musicale che accoglie il cinguettio degli abitanti dell’aria. Osservare il volo incerto di una farfalla in cerca del suo bocciolo.

Spostare un ramo d’albero per liberare un passaggio e stupirsi per un paesaggio inaspettato; funghi abitabili di un bianco pallido che risaltano tra le sfumature intense del muschio fresco.

Il passo si fa più cauto per il timore di calpestare un puffo o di imbattersi in Gargamella che si organizza per un’imboscata.

Guardi con attenzione la mappa per esser certo di non esser capitato in una dimensione parallela e che la tua pelle non sia diventata color cielo.

I Puffi genovesi, tra funghi e castagneti

In realtà è un suggestivo borgo savonese, nello specifico ci troviamo nel comune di Bardineto. 

Un’idea del signor Mario de Bernardi che, assecondando la sua passione per costruzioni in muratura e per i funghi, realizzò un villaggio da fiaba nel periodo tra gli anni Sessanta e Settanta.

I funghi sono un tema ricorrente nella zona e la specialità tipica della gastonomia locale. Prevedibile trovarli in ogni pietanza, meno attesi tra faggi, castagni e betulle, con porte e finestre.

Abitazioni davvero curiose che richiamano ondate di turismo in tutta l’Europa. L’attrattiva é nella possibilità, fino a qualche anno addietro, di alloggiarvi, optando per una vacanza insolita.

Abitare una fiaba

Sono vere e proprie dimore, con uno o due locali fornite di forno, barbecue, magazzino-legnaia e madonnetta, tutto è stato progettato e realizzato a forma di fungo.

Attualmente il villaggio si mette in posa per servizi fotografici suggestivi e per essere ammirato dall’esterno.

Del resto, chi oserebbe profanare il mondo dei puffi senza correre il rischio di essere scambiati per amici di Gargamella?

Noi Puffi siam così …

Personaggi che hanno popolato la fantasia di grandi e piccini, così presenti nell’atmosfera ludica familiare che ad incontrarne qualcuno sotto una foglia, nessuno si sarebbe stupito.

Una storia singolare che origina da un lapsus, un errore inconsapevole che ha dato vita a tutti quegli esserini blu dotati, ognuno, di una specifica personalità.

Il nome “Puffo deriva da Schtroumpfs, termine che viene fuori in una cena tra amici nel 1958.

Un semplice errore di pronuncia e il mondo di Peyo, artista belga, si colorerà di blu.

Lo stesso, chiedendo la saliera ad un suo amico esordì con queste parole: “Passe-moi le… schtroumpf”, cioè letteralmente “Passami il…puffo”.

Al lapsus segue una risposta a tema: “Tieni, ecco il tuo puffo, e quando avrai finito di puffarlo, me lo ripufferai!”.

Un’ispirazione da cogliere al volo che divenne una bozza di una successiva fortunata serie a fumetti, Johan et Pirlouit.

Gli antenati dei Puffi: Johan et Pirlouit

Un’ambientazione medievale con un Johan, simpatico protagonista e Pirlouit, il suo fedele compagno di avventure.

Uno scudiero al servizio del re e un buffone di corte in possesso di un flauto a sei fori che serve ad evocare i Schtroumpf.

I Puffi, inizialmente, movimentavano le avventure di Johan e Pirlouit senza esserne i protagonisti; gradualmente, però, divennero così celebri da conquistare uno spazio televisivo tutto loro.

Ancora oggi, adulti con tracce di blu sulla pelle, canticchiano quell’allegro motivetto e d’un tratto si ritrovano all’ombra di un fungo con un enorme punto interrogativo sulla testa:

Siamo a Puffilandia o a Bardineto?

Son case puffe assai
i funghi di laggiù
nel bosco le vedrai
vicino al fiume blu.

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