HomeLifeStyleL’Italia senza veli: dove praticare il naturismo in piena libertà

L’Italia senza veli: dove praticare il naturismo in piena libertà

L’Italia offre numerose opportunità di vivere le spiagge in piena libertà, ma solo dove è ufficialmente consentito. Tuttavia in alcune spiagge è tollerato il nudismo anche se si è a rischio sanzione.

Il naturismo è la scelta consapevole di contattare la parte più istintuale e spontanea della natura umana.

Non è un semplice liberarsi degli orpelli che la società ci impone, ma una necessità “viscerale” di stabilire quel contatto perduto con la natura.

Vi è una memoria ancestrale che sopravvive alle generazioni, un nucleo emotivo condiviso che conserviamo nel nostro patrimonio genetico e nella narrazione generazionale; un tempo la natura era un’alleata fondamentale affinché la sopravvivenza fosse assicurata.

Uomo e Natura, un’alleanza che si aggrappa alla memoria

L’uomo dedicava tempo e spazio nel consolidare un canale comunicativo privilegiato con gli elementi del cosmo.

Esistevano dei veri e propri riti propiziatori volti a favorire un connubio sempre più “fertile”.  

Oggi l’uomo è sempre più coinvolto in una soggettività che toglie spazio a tutto il resto.

Resistono, tuttavia, delle cellule di nostalgico ritorno al naturismo; anzi, sembra che il fenomeno richieda sempre più spazi di espressione.

L’Italia di Adamo ed Eva

In Italia il naturismo è particolarmente diffuso, nonostante le resistenze di chi lo trova “osceno”.

Per una rispettosa espressione del fenomeno sono predisposti dei siti riconosciuti ed organizzati ad hoc.

Più di 500.000 “estimatori”, oltre ai luoghi ufficiali e autorizzati (4 in tutto il territorio italiano), possono trovare degli angoli di libera espressioni sparsi in ogni regione, da Nord a Sud.

Questi luoghi, generalmente, conservano un aspetto più selvaggio e spontaneo, coerentemente con i principi che sostengono il naturismo.


Il Nord che si mette a nudo

La Liguria, con i suoi angoli di eden selvaggi, si presta facilmente al crescente bisogno di contatto con la natura. Chiavari e Tellaro sono tra le più note spiagge per naturalisti del posto e dei turisti che attirano.

Guvano, nel Parco delle Cinque Terre, si offre per la sua posizione strategica, raggiungibile esclusivamente percorrendo un tunnel o un sentiero scosceso.

Punta Chiappa, nel promontorio di Camogli, conserva la sua natura selvaggia ed è una meta ambita di famiglie naturiste.

In Veneto la spiaggia del Mort al Lido di Jesolo, in provincia di Venezia, è tra i siti ufficialmente riconosciuti sul territorio italiano.

Naturismo nel centro Italia: dove la natura è protagonista

Percorrendo la costa i nudisti possono iniziare a liberarsi degli indumenti più ingombranti fino a denudarsi nel Nido dell’Aquila, all’interno del Parco Naturale di Rimigliano, a San Vincenzo in provincia di Livorno, altra spiaggia naturista autorizzata toscana.

La medesima provincia si offre, nella sua natura “mista” Marina di Bibbona, spiaggia frequentata anche da bagnanti “convenzionali”.

A Capalbio, nota località della Maremma, nella stagione primaverile, si realizza Festival Naturista.

Si limita ad una rispettosa “tolleranza” al nudismo la spiaggia di Felciaio, nel comune di Capoliveri, nell’Isola d’Elba.

Capocotta: le origini

Nel Lazio è noto il lido di Capocotta per essere stato il primo spazio ufficialmente riconosciuto come naturalista sul territorio nazionale. Ad evitare il sovraffollamento per unica spiaggia disponibile, si propone l’Arenauta, tra Sperlonga e Gaeta.

Le Marche sembrano offrire un’ampia apertura al fenomeno naturista; occasioni e luoghi puntellano la regione: dalla spiaggia del Porto d’Ascoli, Marina di Altidona, Mondolfo, di Fano a quella di Portonovo e di Sirolo.

Risalendo il territorio marchigiano troviamo Fiorenzuola di Focara e Gabicce Mare, spiaggia naturista nei pressi del monte Gabicce.

Al Sud, Salomè all’ultimo velo

Ignudi a via Krupp, sembra il titolo di uno scoop, ma è semplicemente Capri che offre uno dei suoi magnifici lidi ai turisti naturisti.

Il salernitano la spiaggia del Troncone, nei pressi di Marina di Camerota, richiama un’ampia fetta di turismo straniero ed è nota per essere uno dei siti autorizzati per praticare il nudismo.

La Puglia ci ospita a Torre Incina, a Monopoli, a Punta Penna, nel Lido di Siponto vicino Manfredonia e la salentina San Cataldo.

Laguna blu in Italia

Le isole, in un percorso senza veli fantasticato, sembrano richiamare le atmosfere di Laguna Blu.

La Sicilia, è la scenografia ideale per la realizzazione delle scene più “allettanti”.

All’interno dell’Oasi WWF agrigentina troviamo Torre Salsa che compete con le amenità paesaggistiche dell’Isola dei Conigli e Cala Guitgia, rinomate località di Lampedusa e di Foce del Belice, nei pressi di Selinunte.

Anche la Sardegna risponde all’appello con altre due meravigliose spiagge naturiste, quella di Piscinas, in provincia del Sud Sardegna e il lido di Porto Ferro, vicino Sassari.

Quando denudarsi non sfida la legge

Il diritto di praticare il naturismo risulta essere piuttosto controverso; trova un punto di chiarezza nell’ufficialità dei luoghi adibiti ad hoc.

Ne consegue che è possibile spogliarsi solo dove è “palesemente” consentito.

Altrove costituisce un oltraggio alla pubblica decenza.

Una chiarezza minata da due sentenze del 2000 della Corte di Cassazione che hanno delegittimato il naturismo nei luoghi dove è consuetudine.

Un consiglio spassionato ad Adamo ed Eva dei giorni nostri: non distraetevi o il paradiso perduto vi costerebbe troppo caro!

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