HomeTrendBreaking NewsSi chiama Mitsushiro Iwamoto ed è il primo velista cieco ad aver...

Si chiama Mitsushiro Iwamoto ed è il primo velista cieco ad aver attraversato il Pacifico

Il giapponese Mitsushiro Iwamoto ha 52 anni, è un velista cieco che appena pochi giorni fa ha compiuto un’impresa da record: completare la traversata dell’Oceano Pacifico senza scali, 8.700 miglia (circa 14 mila chilometri).

Ci aveva provato la prima volta sei anni fa.

Dopo aver lasciato il porto di Fukushima, passati 5 giorni, la sua barca si era scontrata con una balena, era affondata e lui era stato tratto in salvo.

Ma quest’uomo non si è arreso e stavolta ha deciso di riprovarci facendo però il viaggio al contrario.

Il viaggio

E’ partito dalla California lo scorso 24 febbraio, in compagnia di Doug Smith, il navigatore-guida americano che lo ha assistito.

Quest’uomo ha comunicato direzione, forza dei venti e possibili ostacoli all’orizzonte. Iwamoto ha fatto tutto il resto, manovrando da solo timone e vele.

Nessuno era mai riuscito in quest’impresa, tanto che Iwamoto ha raggiunto un record.

Sabato 20 aprile, dopo quasi due mesi di navigazione, è arrivato a Fukushima.

In un’intervista ha dichiarato che questo viaggio non è stato fatto per ambizione personale, ma per mandare il messaggio che tutto è possibile quando le persone lavorano insieme.

Un messaggio questo molto bello e forte, che fa capire ancora una volta che i limiti molto spesso sono soltanto nella propria testa.

Quando si decide di voler raggiungere un obiettivo, qualsiasi esso sia, bisogna avere con sé una forte motivazione, bisogna lavorare duramente per poter arrivare dove si è deciso di voler arrivare e questo può bastare a poter realizzare qualsiasi sogno.

Messaggio anche molto importante è quello che la cooperazione, il lavorare insieme è fondamentale in qualsiasi progetto.

La realizzazione di questo sogno per Iwamoto porta con sé un altra bellissima sorpresa.
Perchè la traversata del Pacifico, a bordo di un 12 metri chiamato «Dream Weaver», è servita anche a raccogliere fondi per prevenire le cause che provocano la cecità.

Un messaggio di vittoria, di speranza, una storia bella che a tratti assomiglia ad una favola, con un lieto fine del tutto meritato.

Must Read