venerdì, Febbraio 23, 2024
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La casa in calce e canapa

A cura dell’Architetto Marco Minichiello

Vedo ovunque nella natura, ad esempio negli alberi, capacità d’espressione e, per così dire, un’anima.

Vincent van Gogh

La canapa e la calce ( canapa-calce) combinati e seguendo i principi di sostenibilità,  contribuiscono ad avere un basso impatto sull’ambiente, infatti la  conoscenza sulle piante di canapa, le indirizzano verso l’assorbimento dell’anidride carbonica e quindi il rilascio di ossigeno ( fotosintesi).

Se usiamo la canapa-calce in blocchi di mattoni in edilizia, la parete non rilascerà carbonio all’interno dell’edificio, restituendo emissioni intorno allo zero, come carbonio negativo, cioè un metro cubo di canapa-calce, potrebbe imprigionare 108 kg di CO2.

Negli ultimi anni anche alcune case automobilistiche stanno pensando di sostituire il materiale plastico in alcune parti delle auto, con quello di canapa.

Dagli ultimi studi ed esperienze sul campo in merito, si è capito che una parete in canapa-calce può regolarizzare l’umidità degli ambienti interni, con la vivibilità degli spazi più sana, creando zone permeabili al vapore e facendo si che l’umidità possa uscire per la traspirabilità delle pareti, contribuendo  anche  alla eliminazione, sulle eventuali  formazioni di condensa.

Il compromesso di questa tipologia di materiali comporta sicuramente dei benefici sull’impatto ambientale, sulla vivibilità degli ambienti interni, ma va anche detto che la ricerca in merito soprattutto per le prestazioni e l’efficienza energetica e sui materiali per la sostenibilità,  è in continua evoluzione, nell’ intento di superare i limiti di utilizzo nei progetti ecologici, con continui studi e nuove tecniche sui materiali, per il presente, il futuro, e per i nostri posteri.

 

Non c’è niente di più bello che la bellezza dei boschi prima dell’alba.

 George Washington Carver

 

L’isolamento termico inteso come riduzione e dispersione di calore, ha come obiettivo quello di creare un comfort della vivibilità degli ambienti interni nonché  di efficienza energetica, mirando anche a sopportare una spesa economica per la sua realizzazione.

Per questo il mattone canapa-calce potrebbe evitare i vari strati di isolamento rispetto alla tipologia di struttura edilizia ( cemento, muratura, acciaio, legno ) favorendo un “guadagno” tradotto in risparmio energetico, vivibilità degli spazi interni, risparmio economico.

 

( da, abitare green; bioedilizia; canapa-calce).

Un altro esempio dell’utilizzo della canapa-calce, ma come biocomposto cioè spruzzato sulle pareti di 36 cm di tamponatura costituite in lastre di fibrogesso. è il progetto in via di realizzazione dallo studio di architetti (QuiQuoQua) in Provincia di Pisa.

La casa così progettata sarà un edificio passivo, e l’utilizzo dei materiali ecosostenibili, andrà a coprire il fabbisogno di energia per il riscaldamento ed il raffrescamento, indirizzando l’edificio verso il non utilizzo di caldaie e termosifoni ormai di uso comune  da lungo tempo.

La struttura portante  di questa casa è stata realizzata con legno in Fsc ovvero marchiato Forest Stewardship Council, il legno proveniente da una foresta gestita rispettando standart ambientali, sociali ed economici.

Questa tecnica di chiusura delle pareti e del tetto, potrà incidere anche sull’acustica, mentre un impianto di ventilazione potrà limitare l’umidità e garantire recuperi di energia.

La realizzazione di abitazioni con l’utilizzo di materiali naturali ad esempio come la canapa potrebbe essere ispirazione per i coltivatori diretti o imprenditori agricoli, essendo stata messa da parte negli anni passati, oggi potrebbe ritornare protagonista per il tema della questione ecologica, e anche per la produzione di carta, seguendo un percorso più sostenibile.

Normativa

Dal 1° gennaio 2021 è obbligatorio progettare edifici n ZEB in tutta Italia, siano essi pubblici o privati.

DL 63/2013, poi convertito in Legge 90 il 3 agosto 2013. Le scadenze per il territorio italiano, previste proprio dalla Legge 90, sono le

medesime previste per l’Europa:

  • dal 1° gennaio 2019 gli edifici di nuova costruzione occupati da pubbliche amministrazioni e di proprietà di queste ultime, ivi compresi gli edifici scolastici, devono essere edifici a energia quasi zero.
  • dal 1° gennaio 2021 la disposizione di cui sopra è estesa a tutti gli edifici di nuova costruzione e agli edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti di primo livello, quindi sia pubblici che privati.

Come cambia il progetto energetico?

  1. Il progetto energetico degli edifici è regolato dal Decreto Ministeriale 26/06/2015 (Decreto Requisiti Minimi) che esplicita quali sono i calcoli e le verifiche da compiere per potere ritenere un edificio ad energia quasi zero.

Progettare una casa in legno, significa disporre le stesse normative uguali come se si realizzasse un edificio in Cemento Armato, in Muratura etc.

La Natura ha strane leggi, ma lei, almeno le rispetta.

Leo Longanesi

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