HomeFood e DrinkIl Sushi: la cucina "straniera" più amata dagli italiani

Il Sushi: la cucina “straniera” più amata dagli italiani

Si può dire che sia scoppiata una vera e propria moda dato che da qualche anno a questa parte il sushi sta riscuotendo un enorme successo, tanto da essere diventata la cucina “straniera” più amata e ricercata dagli italiani.
Un motivo specifico che abbia portato questa cucina ad essere molto richiesta e a far aprire tantissimi ristoranti giapponesi in tutto il territorio italiano, non c’è. Ma potremmo dire che forse ce n’é più di uno.

In primis il fatto di avere a che fare con una cucina leggera, genuina, salutare e, tutto sommato, a basso contenuto calorico, ha aiutato non poco.
Senza contare il fascino che esercitano un po’ tutti i locali in stile orientale, la curiosità per questa particolare lavorazione del pesce e la bellezza dei piatti. Questi ultimi si presentano colorati, impeccabili ed accattivanti, invogliando a mangiarli a prima vista.
In realtà non c’è in Italia una e vera e propria cultura della cucina giapponese, la si conosce davvero poco e ci si limita sempre ad ordinare le stesse pietanze: sushi e sashimi.

Il sushi è a base di riso, che viene trattato in maniera particolare con acqua, aceto di riso, zucchero e sale, più altri ingredienti, dalle alghe al pesce, si presenta sotto varie forme: dai nigiri agli hossomaki, passando per roll, futomaki e molto altro ancora.
Il sashimi invece è solo pesce (o molluschi) rigorosamente crudo e tagliato a fettine sottili tutte del medesimo spessore e rappresenta la vera punta di diamante della cucina nipponica.

Cose importanti da sapere

La prerogativa fondamentale per far sì che il sushi possa essere assaporato al meglio è che il pesce sia fresco.
Attenzione però, la normativa italiana, che si riferisce alle norme europee (Regolamento europeo 853/2004), prevede che i pesci consumati crudi debbano essere lasciati nel congelatore a -20 °C per almeno 24 ore.

Il congelamento, così come il calore della cottura, uccide i parassiti.
Se questa normativa non viene rispettata, e secondo una statistica sono pochissimi i ristoranti giapponesi che seguono la regola del congelamento preventivo, ci possono essere delle sgradevoli conseguenze.
La prima insidia nascosta è una larva e si chiama Anisakis.

Se non sono stati preventivamente congelati a dovere, questi bocconcini colorati possono nascondere tale parassita che, una volta ingerito si deposita nell’intestino provocando, nella migliore delle ipotesi, reazioni di tipo allergico più o meno gravi, ma anche forti dolori addominali.
Inoltre, se il pesce ha subito una lunga manipolazione, senza una buona conservazione al freddo, assume un cattivo odore e muta di colore. Questa cosa è testimoniata dalla presenza di troppa istamina, una sostanza che ha forte potere infiammatorio e allergenico.

Benefici

Una volta superato questo step, possiamo dire che il consumo di sushi apporta anche molteplici benefici.
Uno dei vantaggi della cucina giapponese per esempio è che alimentarsi abitualmente con pesce protegge dalle malattie cardiovascolari (infarto, angina) grazie alla presenza, nella carne di questi animali, di acidi grassi della serie omega-3.

Un altro beneficio, soprattutto per chi è in lotta con i chili di troppo, o preferisce seguire una dieta ipocalorica è che questo piatto ha un contenuto di calorie davvero molto basso.

Basti pensare che un pezzo di nigiri sushi equivale a 40-50 calorie soltanto (a seconda del tipo di pesce). Dunque, qualche volta si può anche abbondare!

Infine potremmo dire che il consumo di sushi dà un senso di sazietà assicurato grazie al riso e al pesce crudo, che necessita di una più lenta masticazione.
Essendo una cucina particolare, molto sofisticata e anche abbastanza costosa, la certezza è che non piaccia proprio a tutti, ma possiamo dire che oggi è una vera e propria tendenza, mangiare sushi fa cool e molte persone magari, pur di stare al passo coi tempi o di postare il proprio piatto sui social network sono diventate “sushi addicted”.

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