venerdì, Luglio 19, 2024
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Anima gemella: la terapia a portata di cuore

Il mito dell’anima gemella, negli anni, ha subito svariate revisioni allo scopo di adattarlo alle esigenze culturali e sociali.

In realtà l’aura di poetica assenza di “compromessi” nell’amore nasce dalla violazione del concetto di “perfezione”. 

Nel Simposio di Platone, Aristofane narrava di un tempo in cui ognuno bastava a se stesso.

Questo non per una solidità o maturità emotiva, ma per una precisa condizione genetica, l’ermafroditismo, ossia la coesistenza di caratteristiche maschili e femminili in uno stesso individuo.

L’uomo è la donna “abitano” il medesimo corpo, sottraendo, questo essere “perfetto” all’affanno dell’amore anelato, rincorso e patito.

L’essere umano, però, è noto per un’innata tendenza a complicarsi la vita; per un atteggiamento scorretto e superbo nei confronti degli dei subirono il più duro dei castighi.

La leggenda narra che un fulmine abbia messo fine a quell’unione “perfetta”. Zeus, furibondo e vendicativo ha, così, condannato l’umanità ad una condizione perenne di fragilità e insoddisfazione.

La metà che gioca a nascondino

Da allora la ricerca affannosa della “metà” di cui gli dei ci hanno privato ci destinato ad un costante senso di incompletezza.

Al mondo, vi è un unico essere capace di “combaciare” idealmente con tutte le nostre “lacune” sentimentali così da raggiungere quell’amore irripetibile ed eterno.

L’uomo insoddisfatto, tuttavia, ha il pregio di cercare strategie adattive.

Sette volte per sempre

Si è, così, assicurato una scappatoia in grado di assicurare più di un opportunità. Il mondo ha facilitato la ricerca popolandosi di 7 anime gemelle e pertanto, di altre 6 possibilità di trovare la metà perduta.


Quando la coppia è terapeutica

I vantaggi della monogamia sono stati esplorati da numerose ricerche scientifiche e dalla schiera di romantici fedeli a Platone.

Pare che il sentimento che lega due persone che si amano “da sempre” possa tramutarsi nel tempo, consolidarsi e liberarsi della “tensione” e lo “struggimento” delle fasi iniziali.

Anche la sessualità ne trae dei benefici che vanno da una crescente complicità alla “concessione” di tenerezze serenamente frammiste alla sensualità.

Fondamentale è il rispetto degli spazi emotivi e fisici del partner così da non inibire uno scambio costruttivo che si possa rinnovare nel quotidiano.

Quando in coppia non si rifuggono i confronti, non si negano i conflitti è possibile raggiungere un equilibrio “sano” di gestione delle ansie del vivere; in tal caso, un simile sodalizio può risultare persino “terapeutico”.

Fedeltà nel mondo animale

Un investimento affettivo a lungo termine è diffuso persino tra le specie animali.

E’, tuttavia, necessario distinguere tra monogamia sociale in cui i due partner sperimentano la vita di coppia e ne condividono accudimento della prole e ricerca del cibo.

La monogamia sessuale implica, invece, una condizione di esclusività nell’accoppiamento con la conseguente certezza della “parentela”.

A disconferma del famoso detto “uccel di bosco”, il 92% delle specie di uccelli è socialmente monogamo.

Pare, inoltre, che alcuni primati abbiano letto ed apprezzato Platone, tra questi i gibboni.

Tra i mammiferi fedeli all’amore eterno abbiamo i pipistrelli, alcune specie di canidi, come lupi e volpi e i castori del Nord America.

Topi, ratti e la lontra gigante sembrano essere, anche loro, dei sentimentali “vecchio stampo” insieme alle foche e alle antilopi africane.


Vi racconto una storia

Anni fa, durante la mia avventura universitaria, il balcone di casa divenne l’alcova di una coppia di piccioni.

Dapprima infastidita per un’invasione senza alcun invito specifico, iniziai ad apprezzare il profondo rispetto che mi dimostravano mantenendo la loro dimora pulita.

Mi sorpresi nel dare un nome alla coppietta.

Tato e Primula si corteggiarono con una tenerezza infinita; lei seduttiva e scaltra, lui ingenuo procacciatore del cibo più gradito alla sua fidanzata.

Nacque la prole. Entrambi decisero che i due adorabili pargoli dovevano imparare a volare dalla mia libreria dimostrando piena fiducia nel nostro sodalizio umano-volatile.

Spesso richiamavano la mia attenzione per essere aiutati a scacciare gli invasori di turno e per avvisarmi che, nel loro vaso, era adagiata la promessa di una nuova vita.

Ho conosciuto intere generazioni. Tato e Primula sono diventati nonni ed io ho imparato ad amarli per la loro dedizione alla famiglia.

Qualunque sia la razza, il colore, la distribuzione dei sessi o delle responsabilità, FAMIGLIA è il nido in cui tornare con la certezza indissolubile di essere accolti con le proprie radici e ali pronte a spiccare il volo.

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