lunedì, Luglio 15, 2024
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Misofonia, l’odio per alcuni suoni

Un disturbo di cui soffrono molte persone si chiama Misofonia, ovvero l’odio per alcuni suoni.
Si ritiene possa essere un disturbo neurologico risultante da un’esperienza negativa riguardo a uno specifico suono, indipendentemente dal fatto che sia forte o debole. Chi soffre di questa patologia prova fastidio anche per suoni di bassissima intensità, come le lancette di un orologio o il respiro di una persona che dorme. Tutto questo può provocare un vero e proprio malessere che può sfociare in reazioni violente come rabbia e ansia.


Le ricerche svolte presso l’University of California hanno portato a nuovi importanti risultati. Si è scoperto che ci sono alcuni particolari suoni che innescano reazioni “combatti o fuggi” (“fight-or-flight”), nelle quali cioè l’organismo si prepara rapidamente a reagire, producendo ormoni come l’adrenalina e il cortisolo, che hanno il compito di preparare all’azione fisica aumentando la frequenza cardiaca, quella respiratoria e il tono muscolare. Questa reazione istintiva è utile nel caso in cui si debba essere pronti a fuggire, per mettersi in salvo, o ad attaccare ciò che costituisce un pericolo immediato.

Un report pubblicato nel 2015 e realizzato da George Bruxner, dice che l’80 per cento dei rumori che suscitano una reazione nei misofonici sono legati alla bocca: masticazione, sbadiglio, rumore di saliva e deglutizione. Nel 60 per cento dei casi sono rumori ripetitivi. Le persone con misofonia sono consapevoli di soffrire di questa condizione e sanno anche che non è qualcosa di normale, cosa che fa ipotizzare l’assenza di problemi prettamente psichici. I misofonici sono anche consapevoli di avere una condizione che limita la loro vita, a tal punto da rendere più difficile la convivenza con altre persone e il mantenimento di rapporti sociali stabili.

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