Trash challenge: uno stile di vita o una moda passeggera?

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Oltre 30mila condivisioni su Instagram in pochi giorni. Un hashtag e l’intenzione di fare qualcosa per il pianeta. Trash challenge diventa virale e si propone come stile di vita; ci si augura che non duri il tempo di una diretta facebook o di un like distratto.

Ci sono mode che non cambiano il mondo, lo sospendono per un istante, il tempo di finire nel macero dell’oblio. Esistono iniziative che sembrano avvalorarsi del potere del “trend”, ma che traggono la loro forza nel potenziale di impatto di cui si caratterizzano.

I social, in casi specifici, si propongono come ospiti ideali per la diffusione di stili di vita e l’essere umano (amici e followers) si adopera affinché non siano passeggeri.

L’eco sfida che piace all’ambiente

E’ il caso del trash challenge, un’eco sfida che raccoglie tutte quelle esigenze emergenti di sintonizzarsi con l’ambiente.

Quell’apparire che esula da accessori sgargianti o abitudini “discutibili” che spinge a scendere in campo per migliorare il suolo che calpestiamo, l’aria che respiriamo, il mondo che non abbiamo scelto di abitare.

E’ un invito che si rivolge a tutte le fasce di età e vuole colpire lì dove la sensibilità è già lambita dall’emergenza; ha il potere di raggiungere gli angoli dell’animo umano in cui esiste una seppur minima consapevolezza di non poter ignorare il grido di un mondo che soffoca.

La trash challenge si lega, irrimediabilmente, al mondo dell’immagine, ma non ne svilisce il senso, né il risultato.

Affinché la sfida sia accolta e divulgata sui social, basta immortalare e pubblicare l’immagine del “prima” e del “dopo”.

Il messaggio che giunge ai fruitori dei social è la possibilità di “divertirsi”, anche in compagnia, ripulendo il mondo del nostro vivere.

I rifiuti non compaiono dal nulla lungo le nostre strade o nelle nostre vite; la capacità di essere la “differenza” in un mondo oberato dal superfluo che inquina, nasce dalle nostre abitudini quotidiane.

Sembra rispondere ad una “roboante” scia di denunce sociali ed iniziative politiche che, finalmente, mettono la salute del nostro mondo in primo piano.

Una naturale conseguenza agli attuali tentativi di attuare una politica plastic free nel tentativo di ottimizzare l’utilizzo di materiale alternativo.

Oggi l’hashtag ha un sapore diverso, sa di aria tersa e di volontà diffusa di migliorare se stessi ed il mondo in cui viviamo.

La diretta social è l’esempio emblematico di quanto il progresso ci giunge in soccorso con una velocità di diffusione strepitosa.

E la differenza è nel numero di followers che non inseguono la banalità dell’apparenza, ma accolgono una riflessione necessaria, una scelta consapevole nel modo in cui essere protagonisti del futuro e della qualità della nostra vita.

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