Tutte le curiosità su “La Casa di Carta” – Aspettando il finale

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Siamo giunti all’epilogo della famosa serie “ La casa di Carta ”. La quinta ed ultima stagione partirà con i primi 5 episodi dal 3 settembre; e gli ultimi 5 dal 3 dicembre su Netflix. Ma scopriamo insieme qualche curiosità sulla fortunatissima serie.

1 – LA MASCHERA DI DALì

Sicuramente chi ha visto La casa di carta si sarà posto almeno una volta la domanda: “ma perché indossano tutti la maschera di Dalì?” A dare questa risposta è stato Miguel Amoedo, direttore della fotografia dello show. Ha spiegato che l’intenzione era stata fin da subito di scegliere un volto rappresentativo della cultura spagnola. Si è quindi passati da Don Chisciotte a Pablo Picasso, ma alla fine Dalì, con i suoi particolari baffetti all’insù era la maschera perfetta e si adattava perfettamente alla forma del viso degli attori.

Nessuno ha mai svelato il vero significato della maschera, ma Alvaro Morte, l’attore che interpreta il Professore, durante un’intervista ha rivelato che Dalì è il perfetto rappresentante della resistenza. Mentre Pedro Alonso (Berlino) vede in Dalì un artista capace di oltrepassare i limiti e infatti è il maggiore esponente del surrealismo, creando qualcosa di gigantesco e quasi incomprensibile, ma che allo stesso tempo parla alla massa, per la quale ha creato numerose opere.

2 – La figura del Professore

Secondo Álvaro Morte anche il Professore avrebbe scelto un nome di città, anche se non è ufficiale. In un’intervista, infatti, aveva rivelato:

Il concetto è adatto, ma dobbiamo rimuovere i componenti religiosi. Si tratta della Città del Vaticano, una città-stato. Come il professore, è sempre protetta e allo stesso tempo ha un grande potere su tutto il mondo.

casa di carta

3 –La tuta rossa e Bella Ciao: simboli de “La Casa di Carta”

Lo stesso discorso vale per la tuta rossa: si è scelto un vero e proprio simbolo di lotta e resistenza. Infatti, il rosso come simbolo di tanti movimenti rivoluzionari. Inoltre, la tuta consente a tutti di nascondersi e non essere identificati, ma allo stesso tempo dona un senso di unità e fratellanza, tematiche molto forti nella serie tv.

Naturalmente, lo stesso discorso vale anche per la scelta della canzone Bella Ciao. Alex Pina, ideatore della serie ha svelato che si tratta di una canzone popolare che conosce fin da bambino: “Mi ricorda l’infanzia e il mondo intero la conosce, un inno alla Resistenza come lo è la stessa serie. Finché c’è resistenza c’è speranza, anche se i personaggi non sanno minimamente se riusciranno a uscire da lì”.

4  –  La zecca Spagnola

A quanto pare, la Zecca di Spagna non ha permesso che la serie venisse girata sul posto, quindi i produttori hanno deciso di ripiegare sull’edificio del Consiglio superiore delle ricerche scientifiche. Per le riprese esterne, quelle che devono rappresentare la Fábrica Nacional de Moneda y Timbre al di fuori, è stata usata come location la facciata del Consejo Superior de Investigaciones Científicas di Madrid. Nella sede del quotidiano spagnolo ABC sono stati stampati i biglietti utilizzati nella serie per rappresentare le banconote. Gli interni, invece, della Zecca Spagnola sono stati ricreati dalla produzione in studio.

5 – LA VOCE NARRANTE

Chi ha amato la serie sa benissimo che parte del suo successo è dovuto alla voce narrante di Tokyo, interpretata da Úrsula Corberó. Il suo personaggio è sfrontato e impavido, probabilmente l’unico che potrebbe sopravvivere all’intera operazione e riuscire a raccontarla.

Ma la scelta di affidare a lei la voce narrante è arrivata quasi alla fine: inizialmente ha provato il Professore, ma lui interpreta un timido sociopatico e affidare a lui la narrazione sarebbe stato poco credibile. Si è provato poi con Mosca, quindi con la voce di Paco Tous, ma anche stavolta l’effetto era deludente. Finalmente Tokyo ha preso parola e da quel momento è stato un successo.

6 – I personaggi della banda: tutti malati terminali

Nella serie tv ci sono tanti personaggi, ognuno con le sue caratteristiche e i suoi problemi. Inizialmente dovevano essere tutti accomunati da una malattia terminale, quindi persone che non avevano nulla da perdere. Ciò avrebbe però tolto molto alla serie tv. Così, si è deciso che solo Berlino avrebbe mantenuto questa caratteristica.

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