Apice Vecchia, la vita sospesa in uno schiocco di dita

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Amici di StyLise oggi siamo ad Apice Vecchia, in Campania. Un paesino fermo al 21 agosto 1962. A causa di un forte sisma, la popolazione fu costretta a trasferirsi in nuovo sito. Ma non tutti lo fecero, fino ad un nuovo sisma dopo ben 18 anni, rendendo così il vecchio borgo “un paese fantasma”.

Incamminiamoci tra i ricordi e gli spettri del passato. In questa bolla storica, in cui il tempo si è fermato per ben due volte.

Sapete che viene chiamata la “Pompei incompiuta del 900?”. Ogni casa, bottega o scorcio, conserva memorie del passato racchiuse negli oggetti di uso quotidiano, negli affreschi sui soffitti e negli arredamenti.

Apice Vecchia cessò di esistere all’improvviso, il tempo di un lungo e intenso boato, quando si spensero tutte le voci e il pullulare del paesino: visitarla e sbirciare tra i vetri delle finestre e vedere che tutto è rimasto ibernato, è un’esperienza affascinante in cui un occhio attento si può soffermare sui dettagli che sono lì, immobili, ad aspettare proprio di essere guardati.

L’autore Antonio Mocciola ricorda Apice Vecchia tra “Le belle addormentate” nel libro in cui racconta di circa ottanta paesi fantasmi disseminati in tutta Italia.

apice vecchia

Apice Vecchia: ricordi senza tempo che urlano a gran voce

La sera del 1962 due violente scosse provocarono 17 morti. Nel 2006 ci fu un tentativo di rendere Apice un museo a cielo aperto. Solo una persona non ha mai abbandonato Apice Vecchia, Tommaso Conza, barbiere che dal 1964, lavora nel suo salone che si trova proprio nel vecchio borgo.

Non so se lo sapete, ma una recente pellicola cinematografica del 2018 di Pippo Mezzapesa, con Sergio Rubini e Sonya Mellah, “Il bene mio” è ambientato nel paese fantasma Provvidenza, abbandonato a sé stesso da dieci anni dopo un terremoto. Il film riecheggia le voci e le storie di tutti i paesi fantasma che si trovano in Italia tra Gravina in Puglia e Poggiorsini, anche in Campania, in particolare proprio nel borgo sannita di Apice Vecchia.

Il Castello dell’Ettore

Il Castello dell’Ettore risale al VII secolo. Originariamente, era formato da quattro torri a pianta decagonale, ma oggi ne sono rimaste soltanto due; dopo varie opere di ristrutturazione, oggi ospita un museo d’arte contemporanea e contadina, è sede di attività culturali, di meeting e qui sono esposti piccoli reperti archeologici. In passato teatro di aspre battaglie, ha ospitato personaggi famosi come Federico II di Svevia, Manfredi di Svevia che qui avrebbe trascorso la sua ultima notte prima di morire e S. Antonio da Padova a cui gli apicesi sono particolarmente devoti. Oggi è provvisto di prestigiose sale e uno spettacolare giardino pensile che domina su panorami mozzafiato ed è diventato location di eventi esclusivi oltre che di mercatini natalizi, con tanto di casette della gastronomia e casa di Babbo Natale, che anche quest’anno daranno di nuovo vita a un borgo fantasma, nel periodo più magico dell’anno.

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