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Una scuola che si rinnova nel rispetto

Inculcare, nelle giovani e “porose” menti dei bambini il senso di educazione civica è divenuta una priorità.

E’ risaputo che i semi vanno annaffiati costantemente e con cura affinché diventino piante in grado di dare i frutti migliori.

Queste inevitabili considerazioni hanno condotto all’unanime provvedimento che rende obbligatoria la materia per un’ora settimanale nel programma didattico.

Il “rispetto” diventa materia

E’ stato, inoltre, approvato anche l’emendamento che consolida il “patto educativo di corresponsabilità” anche negli anni successivi di formazione. Altro tema valorizzato nel piano didattico è “lo sviluppo ecosostenibile e la tutela del patrimonio ambientale“.

L’attenzione sensibile riposta sull’importanza delle emozioni e sulla capacità di gestirle conduce il Governo ad una pianificazione sperimentale di educazione emozionale nelle scuole

Priorità riconosciute

I voti a favore per la proposta di legge rispetto al reinserimento dell’educazione civica nelle scuole primarie e secondarie, ha visto la Camera unanime.

Quattrocentocinquantuno voti a favore e tre astenuti.

Nell’anno scolastico sono previste ben 33 ore dedicate alla materia a cui si riconosce pieno “peso” con valutazione finale che influisce sulla “promozione”.

Educazione senza sanzione

Altra novità, ancora in via di verifica, è la messa in discussione delle sanzioni disciplinarinote sul registro ed espulsioni per i bambini delle scuole elementari.

Si rende, tuttavia, necessario, una modalità alternativa di lavorare “costruttivamente” sulla condotta evitando di togliere potere agli educatori.

La soluzione è nella collaborazione

Come sottolinea il presidente M5s della commissione Cultura e scuola della Camera Luigi Gallo:

“il rapporto educativo in questa fascia di età deve fondarsi sulla fiducia e sulla collaborazione”.

L’articolo 414 del Regio decreto 1297 specifica che

“si possono usare, secondo la gravità delle mancanze, i seguenti mezzi disciplinari: ammonizione; censura notata sul registro con comunicazione scritta ai genitori, che la debbono restituire vistata; sospensione dalla scuola, da uno a dieci giorni di lezione; esclusione dagli scrutini o dagli esami della prima sessione; espulsione dalla scuola con la perdita dell’anno scolastico”.

La famiglia collaborante

Le nuove realtà legislative prevedono maggiore coinvolgimento delle famiglie anche per le scuole elementari che rientrano nel Patto educativo di corresponsabilità, previsto per scuole medie e per le superiori.

Gallo interviene, nuovamente, sottolineando la necessità di inserire, nel piano educativo, figure professionali esperte nelle politiche sociali e presidi di legalità sul territorio.

Quell’auspicio che aleggia da tempo …

Prescindendo da sterili polemiche e da manipolazioni politiche, resta la consapevolezza che il mondo scolastico non debba cedere alle lusinghe “autistiche” di funzionamento autonomo rispetto al mondo esterno.

E’ chiaro che occorre consolidare una rete che metta in comunicazione scuola, famiglia e società.

Uscire dall’evanescenza di una decantata collaborazione si traduce in pianificazioni di interventi chiari e attenti ad una società che evolve, non sempre in positivo.

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