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Dolfi: una lavatrice portatile di soli 300 grammi

Dolfi coccola i nostri abiti con gli ultrasuoni, entra in una borsetta da passeggio e consuma pochissimo.

Chi dice che le grandi invenzioni debbano essere di altrettante notevoli dimensioni?

La nostra attenzione viene, talora, calamitata dall’aspetto “peculiare” di un oggetto a prescindere dalle funzione che è destinato a svolgere.

In questo caso, nonostante, un’estetica “banale” e dimensioni piuttosto ridotte, Dolfi si impone come un vero e proprio protagonista della scena.

Niente schiuma, ma ultrasuoni

Simile ad una saponetta, ha il suo medesimo scopo: pulire.

Il suo punto di forza è che lo fa in autonomia, senza alcun intervento delle nostre mani che si accaniscono sulla macchia. 

Dolfi, sarà un compagno di viaggi, immancabile “arredo” delle nostre valigie.

Ideata da Andre Fanguerio, vanta una tecnologia all’avanguardia proprio perché contenuta in un oggetto particolarmente ridotto nelle dimensioni.

Un libretto per le istruzioni di poche parole

Si immerge in un lavandino o in una vaca insieme al capo da lavare e un po’ di detersivo.

A noi non resta che attendere 40 minuti mentre si esprime il suo innegabile potenziale attraverso l’emissione di ultrasuoni che agiranno sul tessuto.

Con un minimo consumo energetico …

Dolfi è un’invenzione relativamente giovane; nasce nel 2015 dall’omonima sturtup che si è attivata attraverso una capillare raccolta fondi su Indiegogo.

Sul mercato, si può acquistare al costo di 160 euro e vanta un ridottissimo consumo energetico ed un impatto particolarmente “delicato” sul tessuto da lavare.

300 grammi di autonomia, quando la lavanderia o lavatrice non sono a portata di macchia!

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