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Robin Williams: cinque anni dal suo terribile suicidio

Sono trascorsi 5 anni da quando Robin Williams si è tolto la vita: aveva 63 anni.

Il suo gesto ha sconvolto Hollywood e stando a quanto raccontato da amici e persone vicine all’attore, è stato dettato dalla disperazione.

Un attore straordinario, sempre interprete di personaggi dal grande carisma, diventati celebri e rimasti nella storia del cinema, ma al contempo un uomo dalle grandi fragilità.

Un sorriso contagioso, un’espressione che sembrava trasmettere gioia e serenità, celava in realtà qualcosa di irrisolto, una grande sofferenza, un aiuto che purtroppo non riusciva ad essere espresso.

Quanto può nascondersi dietro a dei sorrisi, ad una vita apparentemente perfetta?
Tutti siamo sempre portati a giudicare dalla banale apparenza, si ha sempre troppa paura di mostrare la propria intimità, di mettere a nudo il proprio animo, di chiedere aiuto.

Gli ultimi giorni di vita dell’attore sono stati raccontati da diverse persone a lui vicine.
Amici, parenti, l’industria cinematografica e ovviamente i suoi fan sono rimasti molto scossi da quel gesto, inaspettato per i più.

Anche se chi lo conosceva bene si era accorto che qualcosa si era come spezzato.
Tutto questo è stato raccontato nella biografia a cura di Dave Itzkoff, in cui si evidenzia come l’attore nell’ultimo periodo tentasse con tutte le sue forze di aggrapparsi ai suoi personaggi comici per cercare di mascherare il suo dolore.

Dolore dovuto al vedersi cambiare, al dover fare i conti con la malattia.

Gli era stato diagnosticato il morbo di Parkinson e l’attore non riusciva più a memorizzare le battute, si bloccava senza riuscire più a muoversi, aveva difficoltà a camminare. Da tempo, inoltre, lottava contro la depressione.

Nella vita l’attore era stato segnato anche dalla dipendenza a droga e alcool, dalle quali era però riuscito a venirne fuori.

Film indimenticabili

Tra i suoi film indimenticabili ricordiamo Will Hunting – Genio ribelle (1997), di Gus Van Sant, col quale l’attore vinse l’Oscar come attore non protagonista.

Good Morning, Vietnam (1987), di Barry Levinson, uno dei film più belli lasciatici da Robin Williams.

L’attimo fuggente (1989), di Peter Weir, film cult con Robin Williams altamente ispirato nei panni del professore John Keating, il “capitano, mio capitano” che sprona i suoi alunni a seguire la propria strada, con coraggio, distinguendosi dagli altri.

Hook – Capitan Uncino (1991), Mrs. Doubtfire (1993),The Final Cut (2004), La leggenda del re pescatore (1991), di Terry Gilliam e tanti altri capolavori.

«Capita nella vita, di essere bravi insegnanti, anche se a me accade più spesso sullo schermo, ma di non saper poi scegliere per sé stessi la strada giusta», questo è quello che aveva raccontato nel 2004 in un’intervista.

Forse Robin Williams non aveva sempre scelto la strada giusta, ma a volte anche la vita può porre delle sfide forse troppo grandi, dei colpi troppo difficili da accettare.

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