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Sali o scendi? La cultura delle “scale” nel mondo

A cura dell’Arch. Marco Minichiello – Può essere intrisa in una metafora della vita la scala, “sali o scendi” ma nell’immaginario comune, collettivo le scale non vengono considerate soltanto un elemento architettonico, di pura necessità,  ma anche il superamento di un ostacolo, il raggiungimento di un “alto” obiettivo.

Che vengano affrontate per sfida o per fede, che si trovino in mezzo alla natura più selvaggia o incastrate tra le mura dei palazzi, più lunghe, più impervie, spettacolari, estreme, bizzarre da brivido. Dal Vecchio Continente all’Asia fino al Sud America sono tanti i paesi dove una semplice scalinata diviene un’opera d’arte, un’attrattiva turistica. A volte sono dei veri e propri capolavori architettonici (e artistici). Unici nel loro genere, così particolari da farci dimenticare persino il sudore e lo sforzo che occorre per salirle. E’ proprio vero che la vita è tutta una salita ed una discesa, c’è chi sale e chi scende, questo è chiaro.

Un simbolo culturale nel mondo

Le scale  in ogni luogo sul pianeta terra, diverse l’un l’altra in contesti e culture diverse, con forme, colori, vissute dal tempo, dalla storia, dagli eventi hanno sempre rappresentato il simbolo culturale indiscusso di luoghi ed ambienti.

Questo è palese passando dal sacro al profano assumendo diversi significati, funzioni come collegamento tra cielo e terra per avvicinarsi alle divinità ( le piramidi per esempio), attraverso un’ascesa mistica verso la sommità mettendo in risalto sia il valore simbolico che quello del percorso stesso.

Nel corso degli anni le scale proprio per la loro maestosità sono state progettate e  messe in evidenza sia per raggiungere piazze, che per l’ingresso di edifici di grande valore storico.

Dal Rinascimento al Barocco si è avuta la massima espressione delle scale, lasciando una traccia indelebile nella storia dell’Architettura.

La città di Napoli

A Napoli questo vale più che mai, dato che di scale ce ne sono in abbondanza ed oltre ad essere ottime scorciatoie, rivelano degli aspetti di questa città a volte nascosti, tra scorci di panorama mozzafiato, natura incontaminata, vecchi palazzi e ovviamente la vera anima di una città che punta dritto al cuore. Una delle tante  che dal vomero a chiaia rappresentano davvero un fiore all’occhiello di questa meravigliosa città è La Pedamentina.

Le scale di Napoli sono degli antichi percorsi pedonali che congiungono le colline con il centro e la costa. I più antichi percorsi gradinati della città, il più delle volte nati dall’interramento di torrenti o sorgenti che un tempo scorrevano appena fuori la città.

LA PEDAMENTINA – E’ un complesso sistema di discese gradinate che con i suoi 414 scalini collega la Certosa di San Martino al Corso Vittorio Emanuele. Questa strada fu iniziata nel XIV secolo dagli architetti Tino di Camaino e Francesco De Vito ma assunse l’aspetto attuale soltanto in seguito. Storicamente fu anche usata come mezzo di offesa: più volte venne dotata di sistemi di difesa contro chi intendeva assediare Castel Sant ‘Elmo.

Oggi rappresenta un’importante testimonianza storica ed urbanistica ed è, inoltre, interessante anche da un punto di vista paesaggistico, in quanto costeggia gli orti e i giardini della vicina Certosa, oltre ad offrire pregevoli vedute sulla Baia di Napoli.

Santuario di Fushimi, Kyoto in Giappone

Per raggiungere il santuario scintoista di Fushimi Inari, il pellegrino deve percorrere un lungo sentiero a gradini che si arrampica lungo una collina, fiancheggiato da migliaia di torii, speciali porte rosse donate dai fedeli. Inari è la divinità protettrice della prosperità e della ricchezza dei raccolti, in particolare del riso, alla quale è dedicato il tempio. La salita è per i fedeli un vero e proprio percorso devozionale, mentre per i turisti è una delle principali attrazioni e un must assoluto per chi visita il Giappone.

Scalinata del Lincoln Park a San Francisco

Questa bella scalinata, costruita nel 1909, conta 57 gradini al vertice dei quali si può godere di una splendida vista sul Golden Gate Bridge. La scalinata, dopo anni di degrado e di abbandono, è stata restaurata e decorata dell’artista di San Francisco Aileen Barr nel 2010.

Escadaria Selaron a Rio De Janeiro in Brasile

Più che semplici gradini decorati, sono un vero e proprio simbolo per la città di Rio. Sono opera dell’artista cileno Jorge Selaròn, il quale nel 1990, in una prima fase della ristrutturazione di questa scalinata, si era limitato a dipingerla di blu, verde e giallo. Via via il lavoro si è trasformato in passione e ora i 250 gradini sono ricoperti di piastrelle coloratissime provenienti da tutto il mondo.

London City Hall a Londra

Le avveniristiche architetture della London City Hall comprendono una spettacolare scala elicoidale, lunga 730 metri, che si avvolge a spirale lungo i dieci piani dell’edificio fino alla sua sommità. L’edificio, dalla curiosa forma di uovo schiacciato, si trova a Southwark, sul Tamigi, vicino a Tower Bridge. È stato progettato da Norman Foster e inaugurato nel luglio del 2002: è la sede della Greater London Authority (GLA) che include il municipio di Londra e la London Assembly.

Scalinata del duomo di Amalfi a Salerno

E’ uno dei simboli più celebri della Costiera Amalfitana e fotografata da turisti di tutto il mondo: è la suggestiva scalinata che conduce al Duomo dedicato a Sant’Andrea, costruito nel IX secolo, quando Amalfi era una delle quattro Repubbliche Marinare. La chiesa fu completamente ristrutturata nel 1203, con forme arabo-normanne, e successivamente attorno al 1570 e a metà dell’Ottocento, dopo un parziale crollo della facciata. Dal sagrato della Cattedrale si domina la piccola e pittoresca piazza sottostante, sempre brulicante di folla e di colori.

Scala di Santa Maria del Monte a Caltagirone, Catania

La scalinata, diventata l’emblema della città, è stata costruita nel 1606 per collegare tra loro la parte antica di Caltagirone a quella nuova. La scala è lunga oltre 130 metri e conta 142 gradini, le cui alzate sono state decorate nel 1954 con mattonelle di ceramica policroma prodotte dalla Maioliche Artigianali Caltagironesi. Ogni anno, il 24 ed il 25 luglio in occasione della festa di S. Giacomo, patrono della città, viene illuminata da migliaia di lumini a fiammella viva.

Scala Arcobaleno a Instanbul in Turchia

Questa scala decorata con i colori dell’arcobaleno, è stata realizzata nell’agosto 2013 da un artista locale ed è una vera e propria macchia di colore tra le case del quartiere. Decorazioni come questa vengono realizzare di quando in quando in varie zone della città.

Chand Baori a Rajasthan in India

Chand Baori è un famoso pozzo a gradini edificato intorno al VII secolo presso il villaggio di Abhaneri, vicino a Jaipur, nello stato indiano del Rajasthan. Le sue scale perfettamente simmetriche contano 3500 stretti gradini che collegano 13 piani fino a raggiungere l’acqua, che nei periodi di siccità costringe a scendere zig-zagando per oltre 30 metri.

Piazza di Spagna

La monumentale scalinata di 136 gradini, commissionata dal cardinale de Tencin, fu inaugurata da papa Benedetto XIII in occasione del Giubileo del 1725; essa venne realizzata (grazie a dei finanziamenti francesi del 1721-1725 per collegare l’ambasciata borbonica spagnola (a cui la piazza deve il nome) alla chiesa Trinità dei Monti. Venne progettata sia da Alessandro Specchi che da Francesco De Sanctis dopo generazioni di lunghe ed accese discussioni su come il ripido pendio sul lato del Pincio dovesse essere urbanizzato per collegarlo alla chiesa. La soluzione finale scelta fu quella di De Sanctis: una grande scalinata decorata da numerose terrazze-giardino, che in primavera ed estate viene addobbata splendidamente con molti fiori. La sontuosa, aristocratica scalinata, posta all’apice di un lungo asse viario che portava al Tevere, fu disegnata in modo che avvicinandosi, gli effetti scenici aumentassero in modo graduale. Tipico della grande architettura Barocca era infatti la creazione di lunghe e profonde prospettive, culminanti con quinte o sfondi a carattere monumentale.

La loro interpretazione

Come abbiamo detto all’inizio le scale non sono solo un elemento architettonico, ma hanno anche un aspetto simbolico o metaforico.

La scala naturale ad esempio  è un modello classico dell’ordine del mondo che ha come caratteristica principale la rigida gerarchia tra i livelli e che troviamo già nelle opere di Platone ed Aristotele.

Aristotele credeva che tutti gli esseri fossero disposti secondo una scala gerarchica.

In questa gerarchia chiamata scala naturae, gli organismi più semplici occupano lo scalino più basso e l’uomo quello più alto, mentre tutti gli altri organismi si trovano in una posizione intermedia.

Anche Platone parlando del mondo delle idee ne dà un ordinamento gerarchico piramidale, mettendo al vertice l’idea del bene che può essere assimilata a Dio.

Le scale riflettono la gradualità dell’universo, salendole si passa dal  semplice al complesso fino ad arrivare alla perfezione metafisica.

La scala naturale tradotta come “grande catena dell’essere” ha costituito un modello particolarmente duraturo ed  imprescindibile anche nella storia della biologia dalle origini della Grecia antica fino ad essere accettata dalla maggior parte degli studiosi europei dai tempi di Lucrezio al rinascimento, per essere confutata poi solo con le rivoluzioni scientifiche da Niccolò Copernico e Charles Darwin.

Anche nello spettacolo hanno avuto e ricoprono tutt’ora una importanza scenica di alto valore. Basti pensare alla Kermess canonica di Sanremo, dove artisti e presentatori si emozionano ed emozionano scendendo ogni gradino trattenendo il respiro.

Nella diversità dei ruoli, si “sale e si scende” secondo il sincronismo della natura e nei processi “discutibili” dell’uomo.

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