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Monache buddiste in bici sull’Himalaya contro il traffico di anime

Monache che si spingono fino all’azione per comunicare con un mondo che ha radici marce e fragili; sono in 500 a raggiungere l’Himalaya in bici.

Il traffico di esseri umani, nella sua feroce natura, sembra essere una pratica così lontana nel tempo e nello spazio da apparire irreale; pura illusione se pensiamo a tutte quelle “anime” scomparse di cui nessuno ha saputo più nulla. Nessuna sparizione volontaria, solo vittime di quel fenomeno “sotterraneo” per cui qualcuno ha il coraggio di manifestare.

Donne e bambini sono tra le vittime che finiscono nelle “maglie” buie di “organizzazioni” prive di scrupoli. Sono donne e bambini le vittime predilette di questo “baratro di anime”, soprattutto in Oriente. E’ un argomento particolamente crudo e delicato i cui confini restano scie nebbiose e inaccessibili. Allo scopo di sensibilizzare un mondo ancora poco consapevole di una realtà così triste 500 monache buddiste hanno deciso di compiere un’impresa memorabile, per l’impegno e per e “risorse” umane impiegate.

Un impegno precedente nei confronti delle popolazioni nepalesi colpite dal sisma, le ha avvicinate al fenomeno della tratta. Storie di famiglie troppo indigenti per poter mantenere un figlio; ” materia umana” che finiva per essere venduta e questa pratica impensabile è descritta dalla giovane monaca Jigme Konchok Lhamo.

Le donne sembrano essere il più diffuso “ricambio” da baratto, incatenate da un destino di violenze e terrore. Il tutto rientra nella sentita e complessa lotta per la parità di genere; l’obiettivo è una sensibilizzazione capillare. Mai più vittime, che esse siano donne o uomini o comunque appartenenti alle fascie più deboli e incapaci di opporsi al “potere”.

Monache che non si “limitano” a pregare per l’anima e la “pelle” di queste vittime alienate a “pezzi”.

“Le persone pensano che dato che siamo monache dobbiamo stare tutto il tempo nei templi a pregare, ma la preghiera non basta” – ha sottolineato Jigme Konchok Lhamo.

Ogni singola azione converge in un coro di anime; un esempio che assume i toni “roboanti” di una collettività sensibile e motivata.

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