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Le Terme di Segesta: la Sicilia tra natura selvaggia, mito e storia

Le terme di Segesta, un’oasi di pace che invoglia gli esploratori che non amano itinerari troppo battuti e che vogliono sentirsi pionieri in ogni viaggio.

La Sicilia, terra lambita da acque cristalline; impregnata degli aromi fruttati degli agrumi corteggiati dal sole.

Popolo accogliente e ottima cucina.

Terra da esplorare e da amare

Nonostante il notevole flusso turistico che “inonda” l’isola, resta una terra non interamente esplorata, nelle sue oasi naturali celate da un verde lussureggiante e selvaggio.

I bagni liberi di Segesta, noti anche come Polle del Crimiso sono terme di origine vulcanica che si offrono, in tutto il loro fascino inviolato, a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani.

La cornice naturale sembra essere opera di un paesaggista; rocce scoscese di travertino bianco, striato di un rosa pastello che si intona con i toni delicati dei tamerici.

Canneti che si ergono lungo gli argini delle pozze naturali.

Il vapore che si solleva dall’acqua, che mantiene una temperatura di circa 47°, completa l’atmosfera quasi fiabesca.

Fascino selvaggio tra mito e salute

Sono tre le sorgenti naturali e si tingono del fascino della mitologia greca.

Si narra che la divinità Krimisòs aveva riscaldato le acque per donare calore alla ninfa Egesta, in fuga dagli orrori della guerra troiana.

La ricchezza del sottosuolo

Il sito termale è noto sin dai tempi antichi per le sue proprietà benefiche e medicali; l’origine delle sue fonti è probabilmente dovuta alla presenza di faglie molto profonde che intercettano le acque termali e li conducono all’esterno.

Si possono ammirare nelle zone limitrofe di Ponte Bagni e del Fiume Caldo (Terme Gorga); sono l’espressione superficiale di un sito con alte potenzialità geotermiche con polle meno estese presso Castellammare del Golfo, nell’area portuale del paese e nelle zone limitrofe di Monte Inici.

Un itinerario perso nel verde

Risalendo il fiume, la nostra sete di esplorazione può essere soddisfatta dal fascino di svariati mulini a ruota orizzontale che puntellano la riva.

Alcuni di essi sono risalenti al dodicesimo secolo, immersi nell’avvolgente fragranza di estesi agrumeti. Caratteristico è ‘l’ovaletto di Calatafimi”, un’arancia tardiva che cresce nell’amata terra sicula.  

Non ci resta che prestare attenzione ai richiami della natura; sintonizzarci con la voce delle acque sorgive, scorgendo, di tanto in tanto il “chiacchiericcio” di gruccioni civette o tortore dal collare.
Bon viaggiu


Bon viaggiu

StyLise accompagnerà ogni audace esploratore che desideri addentrarsi nelle terre di Madre Natura, affidandosi all’istinto, alla cartellonistica e alla stella del Nord.

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