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“Termoli Sotterranea”, un viaggio nel passato a 5 mt di profondità

Passeggiando nel Borgo di Termoli ci siamo ritrovati nella piazza del Duomo. Notiamo subito che sul portone della Curia Vescovile vi è la possibilità di ammirare una sconosciuta Termoli Sotterranea. Decidiamo quindi di andare e di condividere con voi questo viaggio nel passato.

La presentazione avviene nell’atrio del Palazzo Vescovile, attualmente dimora del vescovo Gianfranco De Luca; e divenuta dal 2020 Casa Museo per ospitare mostre ed eventi culturali.
La visita è guidata da un operatore dei beni culturali ed ecclesiali di Pietrangolare, l’associazione che valorizza i beni culturali della diocesi di Termoli e Larino.

Termoli Sotterranea è un viaggio nel passato a 5 mt di profondità visitando ed esplorando 4 ambienti scoperti in parte con gli scavi del 1994 e in parte con i lavori di ristrutturazione del 2012.
La storia inizia qui, quando il Vescovo decide di far ristrutturare le stanze più antiche del palazzo e spostando un pesante armadio di legno, si scopre una botola che porta in una stanza sotterranea.

Termoli Sotterranea – Prima sala

Scendendo si può ammirare una sala che all’epoca era piena di terra. La stessa era custode di elementi architettonici appartenenti alla cattedrale.
La sala è caratterizzata da “volte povere” riconducibili con grande probabilità alla tecnica che Vitruvio 1 denomina “volte di getto” : essendo fatte di materia liquida gettata tra pietre e terra. Questo ambiente chiamato “il magazzino del 1100”, conserva gli elementi sia della cattedrale che di alcune chiesette del borgo danneggiate dal terremoto del 1456.
Il sisma ( magnitudo stimata di 7.1) è spesso considerato come il terremoto più forte
registrato in Italia durante il II millennio . Si avvertì dall’Abruzzo alla Basilicata e fece tra le 20.000 – 30.000 vittime.
Nel XVI secolo in Molise si ebbero flussi migratori di popolazioni provenienti dalla Croazia e dall’Albania aventi necessità di lasciare le loro terre a causa delle invasioni turche; gli stessi furono accolti per ripopolare questi luoghi e far ripartire l’economia.

termoli

Secondo ambiente – Fortezza/ Cisterna

Questo secondo ambiente ha una pavimentazione particolare, in quanto risulta inclinata verso l’interno. Difatti ci troviamo in una cisterna.
Questo sistema permetteva all’acqua che scendeva dall’alto attraverso pozzetti, di convogliare verso l’apertura sul fondo. Essa serviva sia per attingere l’acqua quando ce n’era poca, ma anche per la manutenzione e pulizia. Riconducibile al 1100- 1200, la struttura è caratterizzata da mura spessissime , larghe 2,30 mt da un lato e
1,75 dall’altro. Ci vollero 4 mesi di scavo per aprire le due aperture nella stanza, perciò tali caratteristiche ci suggeriscono che prima di diventare una cisterna (nel 1400), questo luogo era una fortezza!

Terzo ambiente – Sala espositiva

Qui vi sono tre sale, tutte caratterizzate da “volte a crociera”. Ci ritroviamo in ambienti che custodiscono diversi elementi appartenenti alla Cattedrale danneggiata dal terremoto.

  • Salamandra : questo animale simbolico è senza testa, certamente era situato sulla facciata della cattedrale del XIII secolo. Secondo la simbologia Medievale questo animale rappresenta la purezza. Si credeva che non bruciasse nel fuoco ricordando dunque quel passo Biblico che recita: “col fuoco si prova l’oro”. Inoltre c’è un legame con il nome della cattedrale che appunto è dedicata a Santa Maria della purificazione.
  • Pezzi di colonnine in breccia corallina : da questo materiale possiamo vedere la preziosità e la bellezza della cromia rosacea che caratterizzava la cattedrale e i cantieri federiciani (soprattutto in Puglia, es. Castel del Monte).
  • Calco in gesso di un capitello : quello che vediamo non è un capitello vero e proprio, ma è il calco di un capitello. Infatti i maestri che lavoravano nel cantiere federiciano, facevano prima delle prove in gesso. Solo dopo aver controllato il risultato, realizzavano il capitello di pietra.
  • Colonnine con perno : alcune tra queste colonnine hanno il perno scavato direttamente nella pietra, questo vuol dire che il cantiere era molto importante perchè utilizzava metodi di lavoro sofisticati.
  • Capitelli di varie dimensioni: particolarmente lavorati, sono di diverse grandezze perchè appartenenti ai vari arredi liturgici che dovevano adornare l’interno della cattedrale.
  • Lapide del XVIII secolo: posta sotto un altare dedicato alla Beata Maria Vergine e a San Giovanni Battista, ci dice che chiunque si fosse fermato a pregare sotto questo altare, avrebbe ottenuto 40 giorni di Indulgenza.

Quarto ambiente – Area cimiteriale

Quest’area è stata scoperta durante i lavori del 1994. Non siamo più sotto il palazzo del Vescovo, ma sotto il pavimento della Cattedrale.
Ad un momento contemporaneo o di poco successivo alla costruzione del Campanile e della Basilica va ascritta l’area cimiteriale rinvenuta all’interno della sacrestia. Si tratta di circa 10 tombe multiple disposte a ‘reticolo’ e costruite ‘contro terra’, che restituiscono materiale ceramico altomedievale.
La più conservata si trova nella zona sud della sacrestia. Per quanto riguarda le deposizioni, si notano in tutti i casi resti di numerose sepolture abbondantemente sconvolte dal prolungato utilizzo (fino al 1700).

Le ossa dei defunti (ora al cimitero di Termoli) erano in posizione supina, orientati Ovest-Est, con il cranio adagiato all’interno dell’alveolo superiore; un defunto conservava un anello e una fibia bronzea in prossimità del bacino, mentre un altro aveva con se una placchetta litica incisa, rappresentante un Santo Martire di cui però non abbiamo il nome, per le dimensioni ridotte questa potrebbe essere paragonata ai
nostri santini, dunque il defunto era un devoto del santo in questione.

In una fase successiva l’area cimiteriale viene completamente abbandonata; su di essa viene costruito un vano rettangolare che pone forse in comunicazione la Basilica e il campanile, mentre l’area esterna a Sud è ancora sfruttata come area cimiteriale.
L’edificazione dell’attuale Cattedrale sconvolge tutta questa area esterna a Sud. Rimane in uso il vano di comunicazione tra il Campanile e la Cattedrale, con scala di accesso a quest’ultima da sud.
Il terremoto del 1456 e l’assalto dei Turchi del 1566 determinano un totale riassetto dei locali annessi alla Cattedrale

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