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I Giardini Perduti di Heligan: natura e uomo catturati dallo stesso incanto

I giardini, come le soffitte, celano storie silenziose, racchiuse nei boccioli, carezzate dai fili d’erba. Che la Natura sia più ricettiva di quanto siamo capaci di ammettere lo prova l’intensità con la quale si impone, nonostante tutto.

I giardini rispecchiano l’anima di chi lo cura e i fiori sono i custodi di una vita che si esprime senza parole. Così il tempo trascorso tra le piante è guadagnato nello spirito. Quante volte ci lasciamo andare ad occhi chiusi, nel tentativo di connettersi con una sensazione di pace che solo uno scorcio “green” può concedere…

Da sempre l’uomo si è lasciato affascinare dalle proprietà delle piante, le ha studiate nella consapevolezza di quanto fossero alleate della nostra salute. Utilizzate come medicamento, popolavano Horti sanitatis nelle epoche rinascimentali e medievali. Le piante mediacinali, propriamente riconosciute, furono, poi coltivate in Orti Botanici.

L’Italia, fin dal Rinascimento, era all’avanguardia nello studio e nella progettazione dei giardini, con l’imitatissimo “giardino all’italiana”. Nel 19° e 20° secolo i giardini municipali, a disposizione della cittadinanza, si diffusero un po’ dovunque in Europa. Favorirono un contatto sereno con le oasi verdi, con passeggiate rilassanti immersi nel verde.

Il Giardino all’italiana nei Lost Gardens of Heligan, in Cornovaglia

In Gran Bretagna, si ammira uno dei più noti e suggestivi giardini botanici. Parliamo del Lost Gardens of Heligan, una meravigliosa opera green della Cornovaglia.

La sua storia inizia con la famiglia Tremayne, che acquistò Heligan House nel 1659. La casa, chiamata con una parola locale, “helygen” (albero di salice), subì, nel tempo, svariate rivisitazioni conservando un fascino quasi innaturale.

Scendendo dalla tenuta, costeggiando un dolce pendio, ci si addentra in un luogo incantato, rimasto abbandnato alle intemperie per decenni; da qui il nome “I Giardini Perduti di Heligan”. Nel pieno del loro fascino fino ai tumulti della Prima Guerra Mondiale. Da 22 giardinieri impiegati nella cura delle piante, si ridussero a 8 nel 1916. Il proprietario, Jack Tremayne, scelse di vivere nel nostro paese, alla fine della guerra.

Decise di affittare la sua proprietà in Cornovaglia, che divenne sede strategica delle forze armate statunitensi durante al Seconda Guerra Mondiale. Poi, negli anni ’70, la casa fu divisa in appartamenti e venduta, mentre i giardini, rimasti di proprietà della famiglia di Tremayne, finirono in completo abbandono.

Alla morte di Jack Tremayne,in assenza di ereditieri diretti, la tenuta divenne di proprietà di un trust appartenente a rami diversi della famiglia. John Willis, uno dei membri, iniziò ad occuparsi della proprietà. Riuscì a coinvolgere Tim Smit, un imprenditore discografico oggi conosciuto per il più recente Eden Project, il più grande progetto di giardini chiusi in due enormi biosfere, sempre in Cornovaglia.

La Giungla, anime verdi contorte a protezione dei giardini

Smit stabilì, fin da subito, un contatto viscerale con i giardini abbandonati di Heligan, e coinvolse alcuni amici ed appassionati nel progetto di restauro. Nel 1992 Heligan era tornato all’antico splendore per divenire uno dei giardini botanici di maggiore interesse del Regno Unito.

Colori di un’intensità fiabesca, piante secolari e sentieri tra acque cristalline conducono i visitatori lungo suggestioni oniriche. Nella stagione primaverile si veste di tutto il fascino di una natura che si risveglia da un lungo torpore.

Si aggiungono strabilianti arbusti di Rododendri e Camelie, enormi bambù, e addirittura un “pozzo d’ananas” (una tecnica per coltivare la pianta tropicale nei climi freddi, grazie al calore prodotto dal letame), l’unico rimasto in Europa.

Facile imbattersi in creature assopite sotto i raggi del sole. Una “donna di fango” e una “testa gigante”, entrambe concepite dalla sensibilità artistica della scultrice Susan Hill. In gran parte ammantati di muschi e licheni, sembrano fondersi con il terreno. Entrambi con una chioma verde carezzata da Eolo.

A 25 anni dalla loro riapertura, i Giardini Perduti di Heligan, rappresentano il sogno che prende forma, la natura che si offre per irretire l’uomo.

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