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Hobbiton, a spasso nella fantasia: dalla fiaba alla Nuova Zelanda

Hobbiton, un mondo da calpestare a piedi nudi; a spasso nella fantasia, tra case degli hobbit e meravigliosi paesaggi della Nuova Zelanda.

Con la complicità delle tenebre, Frodo, per una brutta allergia alla cellulosa, abbandona la pellicolae si trasferisce a Matamata.

Ritrova la dimensione perduta, conquista nuovi mondi e un colorito più sano; respira aria pura e assaggia tutti i manicaretti tipici della cucina locale.

Frodo ha, decisamente, cambiato residenza ma non le abitudini quotidiane: una fedele riproduzione del suo villaggio e la sua “pettinatura” decisa dal vento.

Ad un cambiamento dovrà, di certo, adeguarsi, forse il più complicato da gestire. Una ricca colazione all’ombra di un albero in fiore in compagnia di un umano, magari in giacca e cravatta.

Piccoli Hobbit crescono

E’ risaputo, crescendo anche gli hobbit vogliono esplorare il mondo; nonostante la curiosità nei confronti di cose mai viste, a certe abitudini “ancestrali” non sanno rinunciare.

E cosi,  a Matamata in Nuova Zelanda, nasce il pittoresco villaggio di Hobbiton, nome del luogo reale della Contea di Hobbiville.

Un ritorno alle origini, a quelle colline che hanno visto Frodo diventare una star, nonostante il suo abbbigliamento fuori moda e la sua risaputa ritrosia per i social.

Il villaggio fu realizzato dalla troupe cinematografica capeggiata da Peter Jackson e rinnovato per le riprese de “Lo Hobbit”.

Hobbiton, un set cinematografico che ha “narrato” il “realismo” fiabesco di Frodo e dei suoi amici; grandi storie di “piccoli” personaggi, che sono entrati nell’immaginario comune e rimasti come “eroi” sui generis.

Nel 2011, quel mondo popolato da attori e telecamere è diventata una dimensione magica in cui rifugiarsi quando il mondo fuori perde i suoi colori.

Dieci acri di particolari fiabeschi, un tour nel fantastico mondo degli hobbit.

A spasso per Hobbiton

I primi passi in questa avventura iniziano con il pittoresco allevamento di pecore e gli ameni paesaggi delle Kaimai.

Un viaggio di 2 clessidre e mezzo in cui è possibile calpestare gli stessi prati che hanno accolto le avventure della saga.

Vogliamo pensare che ogni abitazione, ogni singolo albero e tutte le siepi dietro le quali si nascondevano i nostri eroi, siano veri, Natura pura che si esprime con tutto il suo potenziale fiabesco.

Quello che è decisamente reale è l’allevamento di ovini e bovini che i turisti possono imparare a tosare; il resto, con la sola complicità della fantasia, può divenire come il più realistico dei sogni

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