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Cento anni di filastrocche in cielo & in terra per Gianni Rodari

A cura di Beatrice NenchaChe cos’è un tavolo, per un bambino di un anno, indipendentemente dagli usi che ne fanno gli adulti? E’ un tetto. Ci si può accucciare là sotto e sentirsi padroni di casa… Evviva i cento anni di Gianni Rodari: maestro, giornalista, scrittore, pedagogista, teorico del pensiero laterale (al potere), partigiano, antifascista, instancabile viaggiatore.

Il centenario

Cade il 23 ottobre 2020 il centenario della nascita di uno degli autori più amati e celebrati non solo dai bambini, ma da numerose generazioni di adulti cresciuti sfogliando i suoi rivoluzionari libri per l’infanzia. Racconti, aforismi, articoli e filastrocche oggi unanimemente riconosciuti come piccoli capolavori di poesia. E tra cui spicca, nella sua ricca produzione di narrativa, il suo unico volume teorico: “La grammatica della fantasia”, pubblicato nel 1973 da Einaudi e concepito come una “introduzione all’arte di inventare storie“. Nella quarta di copertina della prima edizione, troviamo la chiave della filosofia pedagogica dell’autore: “Quello che io sto facendo è di ricercare le “costanti” dei meccanismi fantastici, le leggi non ancora approfondite dell’invenzione, per renderne l’uso accessibile a tutti. Insisto nel dire che, sebbene il Romanticismo l’abbia circondato di mistero e gli abbia creato attorno una specie di culto, il processo creativo è insito nella natura umana ed è quindi, con tutto quel che ne consegue di felicità di esprimersi e di giocare con la fantasia, alla portata di tutti.”

Il sostenitore del pensiero laterale

L’imporsi del concetto di mente creativa, insieme all’attenzione verso il cosiddetto pensiero laterale, devono molto all’esperienza diretta di insegnamento e alla feconda produzione letteraria di Rodari, che ancor prima di diventare scrittore poté sperimentare, da giovanissimo maestro, il suo approccio anti-accademico e anti-retorico alla didattica. Nel 1931 la madre lo spinge a entrare nel seminario cattolico di San Pietro Martire di Seveso in provincia di Milano. L’esperienza religiosa durerà ben poco ma, dopo aver finito la scuola magistrale, Rodari inizia a insegnare in varie scuole elementari. Ed è proprio tra i banchi di scuola, dove esorta all’interazione i suoi piccoli alunni, che fa una scoperta su cui non smetterà mai di indagare: una didattica divertente e ricca di “errori”, se tramutati in stimoli creativi, consente di ottenere risultati stupefacenti sia nell’apprendimento che nel percorso di crescita dell’individuo.

Un “libbro” con due b sarà soltanto un libro più pesante degli altri, o un libro sbagliato, o un libro specialissimo? E ancora: Il verbo leggere non sopporta l’imperativo.

Tra gli aforismi rodariani più celebri di tutti i tempi, non a caso, figurano proprio quelli che esaltano la trasformazione degli “svarioni” grammaticali in stratagemmi “non ortodossi”, in grado di incanalare il pensiero verso scoperte e risultati inediti: C’era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Giallo. Un lapsus o l’incipit per una bizzarra e paradossale rilettura (oggi diremmo remake) della classica fiaba dei fratelli Grimm? Chi può dirlo…

Eppure anche l’acclamato scrittore di Omegna non visse sempre periodi di elogi e riconoscimenti ufficiali, come quelli che gli vengono tributati ormai ovunque per la sua illuminata produzione, anche dal punto di vista ambientalista. Nel 1951, dopo l’uscita del suo primo libro pedagogico “Il manuale del Pioniere”, Rodari venne addirittura scomunicato dal Vaticano e le sue opere finirono bruciate dalle parrocchie.

I riconoscimenti

Oggi sono invece tantissimi i riconoscimenti a lui dedicati, incluse intitolazioni di strade, piazze e giardini tra cui il più noto è il Parco della Fantasia di Omegna, sua città natale. Per la celebrazione del centenario, in tutta Italia biblioteche ed enti culturali – coordinati dal Comitato  Promotore   per   le   Celebrazioni   dell’anno  rodariano – si stanno mobilitando per dare vita a mostre, manifestazioni, letture ad alta voce, incontri e vetrine tematiche con una selezione di  libri del ricco patrimonio librario a lui dedicato.

“Ricordiamo Gianni Rodari perché è uno degli autori più importanti della nostra letteratura e perché ha speso la sua vita per abbattere ogni barriera che limitasse la creatività, ogni muro che recintasse il pensiero, ogni luogo comune che mortificasse le parole – dichiara il presidente delle Biblioteche di Roma, Paolo Fallai – “Abbiamo il dovere di raccontare Gianni Rodari alle generazioni che hanno la fortuna di poterlo leggere e la sfortuna di non poterlo conoscere”.

Tra gli eventi a livello internazionale segnaliamo “Eccellenze Italiane. Figure per Gianni Rodari”, la mostra itinerante organizzata al Portland Art Museum grazie alla sinergia tra Bologna Children’s Book Fair, Regione Emilia-Romagna e Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, con la collaborazione del Consolato Generale d’Italia. Aperta fino al 10 novembre, la rassegna raccoglie alcune tra le matite più celebri dell’illustrazione italiana, chiamate a offrire la loro personale interpretazione dell’opera del “maestro della fantasia”. Tra i 21 autori coinvolti: Manuel Fior, Altan, Francesca Ghermandi, Olimpia Zagnoli e Bruno Munari. Per seguire tutti gli eventi https://100giannirodari.com/

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