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Cancer prone personality….. l’essere inclini al cancro

A cura della Dottoressa Cirino Rosa – Lo stress è geneticamente intrinseco alla natura umana,nessuno ne è esente e può incidere sulla personalità di un individuo,fino ad alterarla e quindi influenzarne i diversi ambiti di vita.

Il termine stress,dal latino”strictus”,vuol dire compresso e fa riferimento alla normale risposta dell’individuo a pressioni provenienti dall’ambiente interno ed esterno;  si tratta di una reazione biologica,atta a ristabilire un nuovo equilibrio interno,in seguito a fattori che alterano la normale attività dell’organismo,ed è un’esperienza che ha effetti sull’adattamento dell’individuo.

Ogni persona,manifesta e canalizza le proprie tensioni in modo diverso;per gestire lo stress,gli eventi e le esperienze ad esso correlate o gli stimoli considerati come gravosi,sproporzionati rispetto alle risorse possedute,gli individui generalmente,elaborano e mettono in atto delle risposte dirette all’ambiente esterno o ai propri comportamenti,praticando il cosiddetto coping.

Il coping è un processo attivo ed intenzionale, è lo stile di fronteggiamento delle avversità,nelle quali ci si imbatte,delle condizioni di difficoltà ed incertezza che possono presentarsi,ed è la forza o la debolezza di questo meccanismo a far la differenza. Generalmente si è soliti distinguere tra coping centrato sul problema e coping centrato sulle emozioni,mentre il primo implica strategie,comportamenti e pensieri orientati ad eliminare l’evento stressante o ridurne l’impatto,il secondo invece mira ad arginare le emozioni negative,che rappresentano una minaccia per la stabilità individuale e quindi a minimizzare il disagio,solitamente il primo viene utilizzato in situazioni considerate controllabili,mentre il secondo con eventi o situazioni ritenute immodificabili.

E’stata evidenziata nel corso del tempo,una correlazione tra le strategie di coping utilizzate e la salute del soggetto,il coping centrato sul problema,sembra associato a migliori esiti sulla salute mentale,mentre quello centrato sulle emozioni ad esiti maggiormente disfunzionali,anche se risulta essere in determinate circostanze,potenzialmente adattivo,come nel caso delle malattie croniche.

Tra gli stili di fronteggiamento dello stress,legati ad esiti disfunzionali,particolare attenzione è stata rivolta al coping disposizionale di tipo c,che implica l’incapacità di riconoscere e comunicare emozioni e bisogni. Negli anni 80 grazie agli studi pioneristici di Temoshock ed Heller,è stata individuata una personalità di tipo C ( Cancer prone personality)che  presenta un pattern comportamentale che espone al rischio di cancro. Si tratta di un atteggiamento rigido e conformista,atto a nascondere  le emozioni ed inibire l’aggressività,con uno stile di coping,basato sulla passività,sul senso di sfiducia ed abbandono;si tratta di soggetti, impegnati in una continua ricerca di consenso,benevolenza,occupati principalmente a soddisfare le richieste e i bisogni altrui,piuttosto che i propri,e che si conformano agli standard sociali.

 Il comportamento di Tipo C inizia e persiste senza una volizione cosciente,in effetti nessuno svilupperebbe intenzionalmente un modello di comportamento incline al cancro;tale modalità risulta essere disadattiva,e produttrice di uno stato di stress cronico,che incide sui processi di autoregolazione.I primi a sostenere,che il comportamento razionale ed antiemotivo,predispone allo sviluppo di malattie oncologiche,sono stati Grossarth-Maticek ed Eyesenck; infatti  tale stile implica delle alterazioni neuroendocrine (un incremento dell’attività parasimpatica)ed immunitarie(una ridotta attività del sistema linfocitario e delle cellule natural killer,deputate al riconoscimento e alla distruzione delle cellule tumorali).Si riducono le difese dell’organismo quindi e viene facilitata l’insorgenza di patologie psichiche come la depressione ed organiche come l’HIV e il tumore.

Risulta dunque fondamentale,porre una costante attenzione al modo in cui pensiamo e sentiamo,in quanto ciò ha la capacità di alterare la forza del nostro sistema di protezione ed ha un profondo effetto sul nostro stato di salute;è necessario riconoscere l’importanza dell’interazione tra mente,emozioni e corpo, ciò significa anche che possiamo riconoscere i comportamenti e gli schemi radicati che possiamo modificare per prevenire la malattia e rafforzare il nostro sistema di difesa.

Grandi passi avanti in tale ambito,si stanno registrando in Psiconeuroendocrinoimmunologia,una nuova scienza,che indaga le relazioni che sussistono tra cervello,comportamento,sistema endocrino e sistema immunitario.

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