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L’amicizia è quell’affinità elettiva che non ha bisogno di essere rivelata

L’amicizia è una parola troppo ingombrante per essere trattenuta sulla lingua; un’affinità elettiva che deve essere espressa, condivisa, confermata.

“Chi trova un amico trova un tesoro”, detto che presuppone una buona dose di fortuna. In realtà non è il fato a condurci sulla strada dell’amicizia.

E’ un impegno costante, un esserci anche nell’assenza, un’affinità elettiva che nasce spontanea e si esplora ogni giorno.

Amicizia in un tempo ostile

Amicizia

E’ un atto di maturità nell’accogliere un sentimento che muta nel tempo e si adagia alle diverse fasi della vita.

Esiste una dimensione psicologica sottile e complessa, una condizione emotiva ed affettiva che persiste anche quando la vita sembra ostacolarla.

Eventi normativi del ciclo vitale possono sembrare frapporsi tra amici avvezzi ad una presenza costante. L’autenticità del legame è confermata dal superamento di queste, apperentemente, insormontabili barriere.

Psicologia dell’amicizia e affinità elettive

E’ l’adolescenza il terreno più fertile in cui gettare il seme dell’amicizia; un pozzo senza fondo di grandi amori e amicizie indissolubili.

Il banco di prova è successivo, l’imporsi di “colonne d’ercole” oltre il quale c’è l’incertezza.

Oltrepassato il confine dell’incerto, certi rapporti si consolidano fino a diventare una seconda pelle quando si ha freddo.

Una firma neuronale a suggello

Un team di ricercatori dell’Università della California, hanno voluto esplorare la complessa psicologia dell’amicizia. Hanno evidenziato l’esistenza di una firma neuronale trascritta nelle “pagine” neuronali dell’amicizia.

Una scoperta che ha consentito di individuare una sorta di mappa emotiva in cui due amici è facile che si incontrino.

Ad attrarsi l’uno con l’altro sarebbero le cosiddette “affinità elettive”; tutte quelle percezioni, interpretazioni, reazioni dettate da un passato che riemerge ogni volta che si mette in gioco la nostra personalità.

Un incontro senza appuntamento

Il corollario di questa osservazione ha il suo fascino; non solo il cervello degli amici è molto simile, ma è ancor più vero che tutte quelle somiglianze facilitano l’incontro.

Non per fato, né per fortuna, due amici si incontrano sulla stessa pietra, ad un passo da un pensiero comune, da un pensiero condiviso senza conoscersi.

Una sensazione comune che trattiene le mano di chi resta in silenzio, senza troppe parole.

Eppure sentire
Nei fiori tra l’asfalto
Nei cieli di cobalto c’è
Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio c’è

Un senso di te …

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