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La coscienza “pesante” ai tempi del coronavirus

Coscienza cara, so che non ami star seduta, né rispondere a domande scomode e per questo ti ringrazio per il tempo che mi dedichi. Ti vedo fremere, su quella sedia di chiodi arrugginiti, compressa in un senso di colpa troppo grande. Dimmi, quale è la tua pena oggi?

Sono andata a cogliere fiori freschi per la mia casa, a volte monocolore. Lo faccio ogni giorno, da anni, mi distrae da qui morsi e rimorsi di cui non mi libero mai. Sai, una vecchia abitudine, in fondo non ho ucciso nessuno. Mi sono fermata a comprare la mia cioccolata preferita. Credo di sentirmi appagata, nessuna pena!

Ma certo Coscienza, non mi sento di contraddirla. Di certo sarà un caso che i nonni di una mia cara amica, proprio quelli che ha incrociato mentre si recavano in farmacia, siano morti, uno separato dall’altro, dopo 50 di amore e rispetto.

Si figuri! Pensi che oggi, facendo footing, ho persino salutato con un bacino dei ragazzi che bivaccavano sul muretto. Loro sono esenti dal contagio e dalla consapevolezza. L’età è il loro antidoto, a differenza dei “vecchi”. Questo virus colpisce solo chi era con un piede penzoloni nella fossa. Prima o poi sarebbero morti comunque…

Lei ha perfettamente ragione! Nessun ragazzo pare sia morto finora, tranno uno di 38 anni (ma era un disabile), un altro di 35 (l’eccezione che fa la regola), uno di 25 (sarà stata una negligenza del personale sanitario!), uno di 40 (non era poi così giovane)!

Quindi lei non si sente neanche sfiorata?

Non conosco nessuna delle vittime…qualcuno parla, persino, di cospirazione! E poi la Cina, è lei la vera colpevole o forse il famoso paziente 0!Per non parlare del Governo, che ha “sottratto” tutti quei fondi alla Sanità. Io, piccola e inconsistente come sono, che differenza posso fare davanti a tutto il mondo??? una briciola di polvere in un buco nero. Una cifra infinitesimale in una statistica che non considera neanche la mia presenza…

Ebbene, Coscienza, in fondo quel virus ha ben poco a che fare con lei! Sembra si accanisca sui bronchi e sui polmoni. Non si è mai sentita una sua “parente” che tossisca, si accasci al suolo e perisca sotto il suo peso.

Eh si, nessuna di noi è morta in “battaglia”. Qualcuna è rimasta sul letto di un paziente a cui hanno appena staccato un respiratore, quella più leggera. Ha preso per mano l’anima ed è volata via. Un’altra non smette di interrogarsi e ancora cerca risposte. Io, che non riesco a stare in casa, sento una pesantezza che mi tormenta. Non avrò digerito il dolce che mi ha portato la mia vicina, poco prima che spirasse da sola, in casa…

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