martedì, Giugno 18, 2024
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Il retrogusto degli incontri, il potere suggestivo di certi ricordi mancati

E’ un retrogusto quello che avverti se ti soffermi a percepire cosa ti lascia un incontro. A volte breve, altre mancato, ma così potente da concedere un sapore preciso che finisci per associare a quella persona. Una suggestione che ti invade ancor prima di incontrare il suo viso nella memoria. Il paradosso è che, spesso, è solo quello a restare, mentre affidi all’oblio i particolari. Scavi nella memoria e quel sapore che non è descrivibile sale lungo le sinapsi, invade narici e scuote il tuo corpo. Può dettare leggi in una relazione, spingere all’ossessione o alla negazione che sia mai esistita la sua fonte.

Non è l’odore della pelle o un profumo che ne ha confuno l’essenza naturale, ma un mix di sensazioni, emozioni, salivazione che aumenta di pari passi con i battiti del cuore. Una sorta di sintesi di parole di troppo e pensieri che si affollano senza trovare un ordine razionale. Quel retrogusto si condenza nel ventre, si agita, ti smuove quel palpito di troppo che vorresti mettere a tacere. E’ prepotente, sadico e inopportuno. Ti raggiunge nei momenti di particolare fragilità e con il tentativo di lasciarlo in un posto dell’anima a lasciare che si impolveri.

Lo sfidi con la razionalità, ma sembra non avere punti deboli su cui puntare. Non ha cornici di senso, nè riscontri, solo un potere suggestivo che cambia le tue giornate in un grigio smorto o in uno rosso porpora. Può lasciarti deliziato da note soavi di vaniglia o scuoterti con i brividi intensi di ciocolato fondente e piccante. Se ti invade con entrambi i retrogusti non puoi che arrenderti. Volti le spalle e come Medea, ti pietrifica se tenti di guardare altrove, senza riuscirvi …

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