martedì, Giugno 18, 2024
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Il sesso e i timori femminili, i nemici tra le lenzuola di seta

Il sesso per la donna è un “macrocosmo” intimo che, a partire dal corpo, assorbe tutta l’intimità che custodisce sotto le lenzuola e tra le pieghe dell’anima. E’ una realtà complessa il cui contatto intimo è solo il culmine di un viaggio dei sensi che inizia molto prima e tutto intorno. Un gesto può tradursi in tanto altro, imprimere una trascrizione intima che, solo in parte, la donna condivide con il partner. Anche le paure possono essere voragini e divorare ogni dimensione legata al sesso, fino a renderla un’ossessione.

La prestazione si “assoggetta” al timore di non essere abbastanza donna, in grado di competere con le sue “simili” e catturare l’attenzione dell’uomo. In questi termini, l’amplesso diventa un terreno di caccia in cui il più forte cattura la preda più ambita. Un’irrazionalità che finisce per essere l’unica realtà concepibile, mentre la donna si riduce al un semplice “contenitore” di piacere sessuale, molto distante dalla complessità legata al fascino femminile. Succede quando ci si irrigidisce in una sterile dicotomia tra sesso e amore; due aspetti che difficilimete si slegano dalle emozioni legate ad un incontro per ridursi ad un mero contatto “fisiologico”.

Le donne, come gli uomini, cercano le loro conferme in uno sguardo interessato, nell’attenzione dell’altro. Ogni feedback positivo si traduce in sicurezza, in una sorta di invito alla sensualità, a quella danza tra anime che si rincorrono e si attraggono. Il corpo, in questo gioco piacevole e feroce al contempo, diventa lo “schermo” con cui ci si propone all’altro. La nudità non è solo fisica, raggiunge l’anima che ad ogni spiffero può raffreddarsi o arrendersi a brividi di piacere.

La donna vittima di insicurezze che si trascina dall’adolescenza, non si spoglia con disinvoltura; spegne la luce, chiude le tende, si nasconde. Vuole dimenticare di essere nuda, sotto coltri di lenzuola che diventano alleate, un riparo necessario. In questo caso l’uomo è la chiave di rottura di certi schemi o al contrario, la conferma di una gabbia da cui si esce solo a luci spente.

Non è possibile attribuire le incertezze relazionali ad un corpo che si accetta con difficoltà. Altrettanto semplicistico è affermare che una donna che divora la vita senza esitare sia anche capace di accettare o addirittura far tesoro delle sue imperfezioni fisiche, che siano reali o percepite. L’uomo capace di mutare il destino delle insicurezze femminili è semplicemente l’altro che funzione da specchio, a prescindere dal sesso. Nel letto, tuttavia, ogni attenzione si concentra sulle reazioni del partner che, a sua volta, custodisce le sue insicurezze e il timore di non essere abbastanza virile.

La donna insicura crede di dover “dare” più di quello che in realtà vorrebbe. La prestazione sessuale, quindi, diviene un vero e proprio banco di prova, l’unico “legaccio” possibile che possa trattenere il partner. Non riuscire a raggiungere l’apice del piacere può tradursi in frustazione nell’uomo e l’intensificarsi delle ansie femminili.

E’ un nodo scorsoio che si stringe intorno al cuore; concentrarsi sul piacere dell’altro finisce per svilire il contatto con le proprie sensazioni. Nella premura di dare piacere ci si dimentica per strada, nella disperata illusione che il piacere di uno possa bastare per entrambi.

La comunicazione è l’ “ariete” con cui rompere certi schemi che si sono irrigiditi con il tempo. Sentirsi disinvolti nel mostrasi “nudi” all’altro parte dalla possibilità di raccontarsi; sono le fantasie a sostenere le realtà più coinvolgenti. Condividere le suggestioni più intime consente di scoprire nel partner dei frammenti di sensualità castrata che può esplodere al semplice contatto. Sentirsi riconosciuti, accettati, desiderati rende liberi di esprimere tutto il potenziale che lasciamo che sia prigioniero dei pregiudizi.

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