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Bambole struccate per un progetto educativo, il ritorno all’infanzia

Restituire alle bambole un’immagine libera da trucco eccessivo e da abiti succinti: un progetto educativo che rivede i modelli infantili.

Quel mondo libero dagli stereotipi che consente ai bambini di assecondare le loro inclinazioni senza che vi siano quelle sottili e “amorevoli” manipolazioni sociali e culturali.

Al bando principi e principesse, bambole e soldatini, cucine giocattolo e macchinine telecomantate; o meglio, al bando le opzioni rigide, quelle contraddistinte dalla formula “quello o questo”.

Non si è maschietti o femminucce, obbedienti o indisciplinati, belli o brutti, ma semplicemente “bambini”, nel senso più autentico possibile.

Libere di essere … bambole

Gli infanti nascono liberi da sovrastrutture, almeno fino a quando noi adulti non li “incaselliamo” nell’una o nell’altra categoria.

Questo succede, nella stragande maggioranza dei casi, per assecondare una nostra ambizione, lontana galassie dai desideri puri e semplici dei nostri figli.

Il nostro modo di “indirizzare” i loro impulsi, è l’nconscia proiezione di quello che crediamo sia il “meglio” per loro.

Bambole per bambini; struccate e rivestite

Bambole private delle “normali” imperfezioni” umane, oberate di trucco e accessori che distraggono da un sorriso spontaneo, un “difetto” che contribuisce ad una personalità unica ed inimitabile.

Tuttavia gli stimoli provenienti dall’esterno non hanno il medesimo peso degli insegnamenti consapevoli o “passivi” che i bambini recepiscono in famiglia.

Si tende a puntare il dito fuori dalle pareti casalinghe: troppa pubblicità forviante, la cattiva compagnia, gli insegnanti incapaci, il cattivo esempio dei modelli sociali a cui si riferiscono.

In realtà esiste un “tutto” variegato e complesso che contribuisce alla formazione della personalità del bambino.

Progetto “Bambole Libere”

Coerentemente con la consapevolezza che ogni stimolo può avere il suo peso nel grosso “atlante” delle mappe mentali, nasce il progetto “Bambole Libere“.

Lo scopo è di limitare un’eccessiva e strabordante sessualità e sensualità di cui le bambole sono dotate.

L’artista australiana Sonia Singh, con l’ausilio di sua madre, ha dato vita al progetto Tree Change Dolls

Lo scopo è quello di restituire loro l’aspetto di bambole, liberandole degli orpelli che le rendono “troppo donne”.

Un baratto innocuo che non osa addossare ogni colpa a modelle in plastica troppo truccate e poco vestite; semplicemente un tentativo di rendere alla bambola la sua funzione originaria: uno strumento per esporare il peso dei ruoli, l’importanza della finzione e della creatività.

Una principessa senza rossetto

Ha riscattato la principessa per restituirle la sua infanzia. 
Sonia ha “struccato” le bambole e le ha dipinto sul viso un’espressione infantile, uno sguardo privo di malizia.

Ha, inoltre, ridisegnato i loro abiti insieme alla sua mamma.
Un progetto Sociale, Educativo, Ecosostenibile che promuove la possibilità di rallentare il tempo tiranno, trattenere quegli argini di infanzia che sembrano ridursi sempre di più.

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