martedì, Giugno 18, 2024
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A Gaza continua il genocidio del popolo palestinese

Soldati israeliani assassinano oltre un centinaio di donne e bambini

a cura di Marcello Rocco.

Il 29 febbraio i soldati israeliani hanno aperto il fuoco su centinaia di civili palestinesi che stavano cercando di prendere qualche provvista alimentare dai convogli umanitari al nord di Gaza.

Attualmente il bilancio, destinato a crescere, è di 114 morti e oltre 800 feriti, buona parte dei quali donne e bambini.

António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato tramite “X”:

“Condanno l’incidente di giovedì a Gaza in cui, secondo quanto riferito, più di 100 persone sono state uccise o ferite mentre cercavano aiuti salvavita.

I civili disperati di Gaza hanno bisogno di aiuto urgente, compresi quelli del nord dove l’ONU non è stato in grado di fornire aiuti per più di una settimana”.

Israele non solo non ha mostrato alcun segno di pentimento per la strage compiuta ma ha definito l’accaduto “uno sfortunato incidente” attraverso il portavoce delle forze di difesa israeliane Daniel Hagari, il quale ha affermato: “Le Forze Israeliane operano secondo le regole di ingaggio e il diritto internazionale” e “nessun attacco è stato condotto contro il convoglio umanitario.

Mentre queste forniture umanitarie vitali si facevano strada verso gli abitanti di Gaza, migliaia di persone si sono precipitate sui camion, alcuni hanno iniziato a spingere e calpestare violentemente altri fino alla morte, saccheggiando le forniture umanitarie”.

Sudafrica e Brasile, in prima linea, nel denunciare i crimini l’umanità d’Israele

L’eccidio di palestinesi avvenuta ieri alla consegna di aiuti umanitari nel nord di Gaza è una violazione dell’ordinanza della Corte internazionale di giustizia nell’ambito della denuncia presentata contro Israele per genocidio nella Striscia di Gaza.

Il dipartimento per le relazioni internazionali e la cooperazione del Sudafrica si è così espresso:

“Il Sudafrica condanna il massacro di 112 palestinesi e il ferimento di altre centinaia mentre cercavano aiuti. Quest’ultima atrocità costituisce un’altra violazione del diritto internazionale e dell’ordinanza provvisoria della Corte internazionale di giustizia”. 

Dopo la denuncia presentata a gennaio dal Sud Africa , i giudici dell’Aja hanno intimato a Israele di adottare tutte le misure in suo potere per impedire alle truppe di commettere un genocidio contro i palestinesi a Gaza e di riferire entro un mese sui passi intrapresi.

Intanto il Ministro degli Esteri brasiliano Mauro Vieira  commentando quella che è stata definita  la “strage del pane” ha dichiarato, da Brasilia, attraverso una nota ufficiale:

“L’umanità sta deludendo i civili di Gaza. Ed è tempo di evitare nuovi massacri.

Il governo di Benjamin Netanyahu dimostra ancora una volta, attraverso azioni e dichiarazioni, che l’azione militare a Gaza non ha limiti etici o legali. E spetta alla comunità internazionale fermare e, solamente così, evitare nuove atrocità. Ogni giorno di esitazione moriranno sempre più persone innocenti.

Il Brasile ribadisce l’assoluta urgenza del cessate il fuoco e dell’effettivo ingresso di aiuti umanitari a Gaza in quantità adeguate, nonché del rilascio di tutti gli ostaggi. Riafferma il fermo ripudio di qualsiasi azione militare contro obiettivi civili”. 

Dichiarazioni che hanno fatto seguito a un duro scontro diplomatico di alcune settimane fa, tra Israele e Brasile dopo che il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha accusato lo Stato ebraico di genocidio del popolo palestinese a Gaza. Il Capo di Stato brasiliano è stato dichiarato “persona non gradita” in Israele e il governo ha richiamato l’ambasciatore israeliano.

L’ennesima carneficina ad opera di Netanyahu e del suo governo di ultradestra 

Il governo di ultradestra guidato da Benjamin Netanyahu, dopo aver bombardato sedi dell’ONU, di Medici Senza Frontiere, di alcune ONG, ospedali, interi quartieri ricolmi di civili e finanche l’anagrafe. Dopo aver privato la popolazione di acqua ed elettricità, oltre che del cibo, facendo venire meno la corrente anche nelle incubatrici negli ospedali, possiamo dire, senza alcun timore di  essere smentiti, che siamo di fronte ad un vero e proprio genocidio.

È però giusto precisare che ogni parallelo con il regime nazista è assolutamente fuori luogo e non pertinente. I nazisti, che sterminarono oltre 6 milioni di ebrei, oppositori politici, gay e persone affette da sindrome di down e altre patologie, spesso lo facevano nell’ombra, probabilmente anche per un senso di vergogna per crimini così orrendi. Infatti l’opinione pubblica mondiale venne a conoscenza dei campi di sterminio solo dopo la fine della guerra, quando i soldati dell’armata rossa liberarono i prigionieri ancora in vita.

Invece i quotidiani massacri di civili del tutto indifesi, soprattutto donne e bambini, da parte dell’esercito israeliano, documentati in mondovisione, senza alcun filtro e infingimento, dimostrano che ci troviamo di fronte ad un vero  e proprio tentativo di  pulizia etnica, voluta dal governo  Netanyahu.

(Questo servizio della BBC News è stato girato pochi giorni prima della “strage del pane”. È possibile guardarlo anche con i sottotitoli in italiano.)

Voltare il capo dall’altra parte rispetto a tutto questo può solo renderci complici.

Un giorno la storia ci giudicherà per come ci siamo comportati, per quello che abbiamo detto e fatto al fine di impedire uno dei più grandi massacri di civili del secondo dopoguerra. Un massacro che proprio in queste ore ha superato le 30.000 vittime e oltre i 70.000 feriti civili, in maggioranza donne e bambini.

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