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41 anni dalla Strage di Ustica, tra mille domande e zero risposte

La Strage Di Ustica resta, anche dopo 41 anni, uno dei misteri dell’Italia repubblicana. Nonostante le numerose indagini, perizie e processi, al momento ancora non risultano accertate le cause che portarono al disastro del DC9 Itavia diretto a Palermo. Ricordiamo che persero la vita 81 persone (di cui 13 bambini). Partito intorno alle 20 da Bologna, un’ora dopo, in prossimità dell’Isola di Ustica, se ne persero le tracce.

Lo scorso anno, in memoria dei 40 anni dall’accaduto, Mattarella esortò: “Chiediamo ancora che chi sa qualcosa trovi i modi per comunicare tutto ciò che può aiutare la verità; perchè anche se scappiamo dal giudizio degli uomini non scappiamo dalla nostra coscienza e soprattutto dal giudizio di Dio”.

Le principali ipotesi su cui lavorò la magistratura e su cui l’opinione pubblica si divise furono davvero tra le più disparate. Da un missile lanciato da un caccia militare all’ipotesi di una bomba o di un cedimento strutturale. Fecero scalpore nel 2007 le dichiarazioni dell’ex-presidente della Repubblica, Francesco Cossiga (all’epoca dei fatti presidente del Consiglio), che parlò di un missile francese destinato a un aereo libico, su cui viaggiava il dittatore Gheddafi, e che per sbaglio centrò il DC9.

“Ogni giorno senza verità sul disastro del DC-9 dell’Itavia rappresenta una sconfitta per l’Italia e le sue istituzioni – aggiunge Casellati -. Ai familiari delle vittime e all’Associazione che li rappresenta va tutta la mia vicinanza e il rinnovato impegno a mantenere viva la memoria”.

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Ustica – La Sentenza del 2013

Nel 2013 la Corte di Cassazione escluse definitivamente l’ipotesi di un’esplosione interna, indicando come possibili cause un “missile”; o una “collisione” con un velivolo militare e parlando di “scenario di guerra”.

La Francia ha sempre negato la propria colpevolezza. Lo scorso anno Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime: “Vorrei che ci si attivasse di più dal punto di vista politico per farsi raccontare dai francesi e dagli americani cosa facevano in cielo quella sera. Noi chiediamo un impegno delle istituzioni anche a livello internazionale per individuare materialmente i responsabili di quell’abbattimento. Il giorno dopo quella strage la verità sarebbe potuta essere consegnata ai parenti e a tutti gli italiani, ma invece è stata costruita una vergognosa menzogna”.

Ricomposto per le indagini in un hangar dell’aeroporto di Pratica di Mare, il relitto del DC9 è oggi esposto al Museo per la Memoria di Ustica, istituito nel 2007 a Bologna.

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