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Coppia gay adotta bambina affetta da HIV, rifiutata perchè “impegnativa”

Una coppia gay spende l’amore che li lega per rendere il mondo un posto più vivibile. Adotta Olivia e le restituisce il diritto alla vita.

“Due cuori e una capanna”, quasi un assioma per gli inguaribili romantici. Da nessuna parte si specifica il sesso dei due cuori, né la razza o le identità. Per “due cuori” si intende due realtè “complesse” che trovano l’armonia nel battito all’unisono. Il coronamento per quel meraviglioso, feroce, intenso mondo dell’amore è un “frutto” che cada direttamente da quell’albero, unico e irripetibile.

Anche questa immagine sembra ammettere delle “colorate” ambiguità; se per frutto intendiamo un bambino, per “albero” è naturale ammettere ogni forma di amore che si concretizzi in una famiglia.

Una premessa per presentare Damian Pighin e Ariel Vijarra, genitori amorevoli di due meravigliose creature.

Coppia gay che ci insegna cosa è l’amore

Damian, 42 anni, e Ariel, 39 anni, sono stati la prima coppia gay a sposarsi a Santa Fe, in Argentina; un’unione fortemente voluta che si è scontrata con resistenze culturali su cui è “inutile” soffermarci. Una coppia che ha lottato per vincere la più romantica e coraggiosa delle battaglie: l’amore riconosciuto dalla collettività e dalla legge.

Una storia a lieto fine, non solo per Damian e Ariel, ma soprattutto per la piccola Olivia; la bambina è stata accolta nel roseo quadretto familiare ad appena 28 giorni, visibilmente denutrita. Una meravigliosa creatura con una “tara” onerosa che segna la sua nascita, che tutti noi conosciamo come HIV. Rifiutata da 10 famiglie, perchè spaventate dall’impegno emotivo e concreto che richiedeva allevarla.

Una telefonata a Damien e Ariel cambierà il loro destino; la coppia, infatti, ha deciso di adottarla senza alcuna esitazione. In realtà si sono scelti già al primo contatto; Olivia si è lasciata prendere in braccio come se fosse abituata, dalla sua nascita, al loro amorevole sguardo. Le hanno dato da mangiare e tutto è stato così naturale e spontaneo.In quel momento, i tre, sono diventati una famiglia, nei loro cuori che battevano all’unisono.

La piccola Olivia ha subito aderito alle terapie specifiche per la sua condizione; vi ha risposto bene prendendo anche peso. Ogni favola che si rispetti deve conquistare il suo lieto fine: gli esami successivi hanno dimostrato che il virus dell’HIV non era più rilevabile nel sangue della bambina.

Alla meravigliosa esperienza ne è seguita un’altra, altrettanto intensa: la coppia ha adottato una seconda bambina di nome Victoria. Le due sorelline hanno la stessa età, compiono 5 anni quest’anno.

La coppia lavora attualmente per una ONG che sostiene le adozioni di bambini indesiderati. Vite spese per migliorare il mondo; gocce nell’oceano capaci di mutarne l’intera struttura.

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