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Lavorare nel fashion: ecco l’approccio giusto, parola di head hunter

Stilista, direttore creativo, addetto al marketing, ma anche buyer, merchandiser e web marketing specialist. Sono tantissimi i ruoli ai quali guardare per chi desidera lavorare nel mondo del fashion. Indubbiamente questo settore esercita un grande fascino, soprattutto tra i giovani che stanno cercando di avviarsi verso una carriera soddisfacente e importante. Ma va sottolineato fin da subito – e non mancano mai di farlo le persone che lavorano in questo ambito – che è necessario avere una grande determinazione, sorretta da un’incrollabile passione.

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Da dove dovrebbe iniziare quindi un giovane che desidera avvicinarsi al settore del fashion?

«In Italia, a Milano ma non solo, esistono molte scuole di moda da cui partire sul fronte della formazione, ma indubbiamente a fare la differenza sono i primi step nel mondo del lavoro: non è un caso se le migliori scuole dedicano grande impegno proprio nell’organizzazione di stage significativi già durante il corso degli studi», spiega Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati, specializzata anche nella selezione di personale in ambito fashion.

E come individuare invece il lavoro giusto dal quale partire?

«L’errore principale di molti giovani che desiderano lavorare nel settore moda è quello di focalizzarsi su un ruolo preciso, finendo quasi inevitabilmente per posticipare nel tempo l’inizio della propria carriera. Questo è un grosso errore. Una persona che punta per esempio a diventare stilista o progettista, o comunque a rivestire un ruolo creativo, può trarre infatti grandi benefici dall’iniziare come addetto di vendita in una boutique: il solo fatto di capire nel concreto le esigenze e le domande dei clienti può infatti fare la differenza per la sua futura occupazione», spiega ancora Adami.

Dunque chi desidera lavorare nella moda deve prima di tutto ‘buttarsi’: «allo studio è necessario affiancare quanto prima delle esperienze lavorative all’interno del settore, in qualsiasi ruolo. Per migliorare le proprie competenze, per capire questo particolare universo e per esercitare una buona impressione sui recruiter al momento dei colloqui di selezione è inoltre consigliabile mantenersi ben informati sui cambiamenti del settore: a riprova del fatto che ci vuole una grande passione, è bene conoscere sempre i trend del momento, i cambiamenti all’interno delle maison e persino i fatti legati al lato più squisitamente economico del settore» sottolinea Adami, spiegando che «c’è un mare di informazioni e di conoscenze all’interno del settore fashion, e chi intende farne parte non può restare a digiuno».

Ci sono nuovi ruoli all’interno del settore del fashion e della moda?

«I ruoli classici resteranno pressoché i medesimi: stilisti, progettisti e creativi saranno però sempre più calati in un settore produttivo popolato da esperti in grado di sfruttare al meglio le nuove tecnologie. Ma a essere rivoluzionato, nelle aziende del fashion, è e sarà soprattutto il passaggio che viene ancora prima della creazione e della produzione: i grandi marchi sono infatti alla ricerca di Trend Forecaster e di Analisti in grado di individuare quali saranno i trend futuri, in modo da capire in che direzione muoversi per aumentare le vendite nel breve e nel lungo termine.»

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