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Viktor Horsting e Rolf Snoeren, tra moda e social

La moda che trasmette canoni estetici e messaggi sociali.

Una linea di couture che apre la stagione primaverile 2019 e stupisce con una personalità che ti costringe all’attenzione.

L’ultima collezione di Viktor Horsting e Rolf Snoeren alla Paris Couture Week è rimbalzata sulle più note copertine per l’originalità dei messaggi che veicolano.

Fashion Statements si lascia ammirare in 34 versioni, tutte molto differenti tra loro. Abiti arricchiti di slogan e elementi grafici che richiamano i meme di Instagram.

Messaggi e tulle

Il messaggio che spicca, tra le pieghe dei tessuti pomposi, è lo stridore che si impone tra social media e alta moda.

L’impatto è immediato, lampante. Raggiunge la destinazione con la velocità di una sensazione fugace, ma permane nell’inconscio.

Estetica e parole, tra moda e social

La “ricercata” banalità dei messaggi sottolineano, contestando, la frivolezza che dilaga sui social; agiscono a livello subliminale e si impongono con un innegabile impatto estetico.

Particolarmente vistosi e ingombranti, occupano le passerelle con tutta la loro potenza mediatica.

No picture, please

La sfilata è presentata con un abito in tulle color verde pastello, verde lime e giallo limone. Sulla potenza estetica delle tinte, emergono le parole “No Pictures Please“.

L’estremo “candore” delle tinte pastello contrasta con messaggi “forti” quali “Go to Hell” (Vai all’inferno) corredati da un grosso teschio stampato sulla parte anteriore dell’abito.

Altri slogano sottolineano la “spudorata” emancipazione femminile con “I’m Not Shy I Just Don’t Like You” (Non sono timida, semplicemente non mi piaci), in grassetto nero.

La libertà di essere unici e liberi

Ulteriori proposte inneggiano alla libertà nella scelta estetica e nel messaggio che veicolano, chiaro e diretto: un’aquila americana e la parola “Freedom” (Libertà) sul corpetto.

Una sfilata che apre a modi innovativi di comunicare, privando le modelle del loro protagonismo.

Nella speranza che non si ribellino, il corpo non si limiterà ad “indossare”, ma si spingerà oltre i “banali” canali comunicativi.

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