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Uno sguardo dolce-amaro: le opere di Angelo Sateriale

A cura di Monica Cecere – Uno sguardo dolce-amaro, che fa riflettere con un sorriso sul nostro passato ma anche sul presente, è il marchio di fabbrica delle opere di Angelo Sateriale. Dal più “tradizionale” amore per il teatro, che sfocerà nella realizzazione di ben dodici opere teatrali, alla musica, passando per web-serie, programmi radiofonici e televisivi, non lesina su nulla l’autore, attore, comico e saltimbanco campano.

Il suo percorso

Dopo aver frequentato a Roma la scuola di recitazione del Teatro Sistina “Ribalte” di Enzo Garinei e il Teatro-azione di Isabella Del Bianco e Cristiano Censi, nella prima parte della sua attività, dal 2009 in poi, si dedicherà principalmente  al teatro, vivendolo  nella totalità delle sue sfaccettature: come attore e regista, con le commedie Suonatori sognatori (2009), dando voce alla forte voglia di rivalsa giovanile che deve scontrasi con un provincialismo ottuso.

Domani dimenticheranno (2011) e Onestà omeopatica (2012) due opere riflessive, nelle quali vengono affrontate tematiche diverse ma attuali, come la memoria e l’ossessione nella prima e l’onestà nella seconda; e il monologo Istirino Instabile (2013), in cui mostra come l’ironia possa divenire uno scudo nello scontro rabbioso contro la società contemporanea. Oppure resta dietro le quinte, come regista, nel caso di Urlare urlando (2013), in cui affronta il tema doloroso della solitudine di una donna che, schiacciata dalle regole di una società che non riconosce e che la tratta con indifferenza, si emargina da se stessa, usando l’urlo come unica forma di comunicazione.

I primi riconoscimenti

La verve teatrale di Sateriale non viene meno quando recita in gruppo. Infatti nel 2013 vince insieme a Fulvio Maura e Roberto Di Marco il concorso “Autori nel cassetto, attori sul comò” con il corto teatrale Tre terrieri – La politica terra terra, che crescerà divenendo prima una webserie e poi, nel 2014, uno spettacolo teatrale completo, che andrà in scena come prima nazionale al Teatro Lo Spazio di Roma. La rappresentazione vede il battesimo e l’affermazione della maschera satirica di “Doppiopetto”, un personaggio fieramente dittatoriale che parla un dialetto inventato. Sempre nel 2014 ritorna la collaborazione con il collega Fulvio Maura, con cui scriverà, dirigerà e interpreterà L’importanza di non essere juventini, spettacolo, che verrà rappresentato in molte città italiane tra le quali Roma, Napoli, Firenze, Torino, Brindisi e Reggio Calabria, in cui il calcio non è più solo uno sport, bensì lo specchio della società.

Da passione in passione

Contemporaneamente il poliedrico artista non ha mai smesso di coltivare un’altra grande passione, la musica. Show-man nel tour musicale del gruppo VeraceBand nel 2012, due anni dopo animerà l’inverno campano con un tour di musica dal vivo dal titolo Artista Saltimbanco Cantautore acustic live, in cui saranno protagoniste 10 canzoni inedite scritte e cantate da lui e musicate da Luigi Ziccardi.

Nello stesso anno affronterà la sua prima esperienza televisiva come presentatore dello show “Song schietto e so sincero” sulla TV locale IrpiniaSannioTV, ideato con Luana Abbondandolo.  Nel 2015 non lascerà la musica con l’uscita sul web dei video-clip musicali dei singoli Stordo, Artista saltimbanco cantautore e‘A fantasia degli impazienti, quest’ultimo interamente girato in Inghilterra; il tour estivo intitolato lo Stordo Tour; e infine la pubblicazione del primo album, Artista saltimbanco cantautore, e inoltre assumerà la direzione artistica dell’auditorium Cilindro Nero presso San Giorgio del Sannio, inaugurando una stagione teatrale dove il teatro mancava da decenni.

Non pago, nel 2016 porterà sulla scena del Teatro Kopò di Roma l’ottavo testo teatrale Matrimonio extravergine, in cui con sguardo ironico descrive non solo le difficoltà di una coppia sposata ma anche un caso raro di verginità post matrimonio. Inoltre si cimenterà in territori fin a ora inesplorati: la regia del cortometraggio La Panda (2016), con cui, sempre con chiave ironica e rustica, descrive il disagio delle popolazioni schiacciate dall’oppressione della malavita organizzata;

e il cabaret. Forma con Fulvio Maura la coppia comica-satirica “Maura & Sateriale”, che, grazie anche all’aiuto di alcuni co-autori come Valerio Vestoso, Alfonso Biondi e Marco Ceccotti, salirà sui palchi più prestigiosi del cabaret romano, sia in veste di attori come nello Zelig lab, Social Comedy Club, Makkekomiko, sia nel ruoli di presentatori, nel caso del Becero Cabaret. Sempre con Maura, nel 2017, realizzerà un nuovo spettacolo Colloqui – Risate a tempo determinato, il cui messaggio è ironicamente triste: cambiano le epoche, mutano i mestieri, ma trovare lavoro è sempre difficile.

Avendoci preso gusto, nel 2017, Sateriale realizza un secondo cortometraggio L’evento, in cui riflette se un vero miracolo sia lo soluzione di tutti i problemi per un disabile. Inoltre nello stesso anno dedica un monologo alla sua terra Hirpus Samnites e debutta in radio presso l’emittente C.R.T con il programma d’intrattenimento “Storditudine”.

Nell’anno appena concluso Angelo, dopo aver dedicato uno spettacolo satirico Palcondicio (2018) alle elezioni politiche, criticando aspramente l’attuale gestione della campagna elettorale in televisione e più in generale l’intero sistema di comunicazione, debutta al cinema nell’opera prima del regista Marco Cervelli, Aspettando la Bardot. E infine l’artista campano tornerà al suo primo amore, scrivendo un nuovo testo teatrale: Una settimana d’amore. Questa volta nell’occhio del ciclone sono le difficoltà psicologiche e sociali di una coppia che non riesce ad avere un bambino e il circolo vizioso in cui cade questa coppia che li porta a credere la partecipazione a un reality show sia la soluzione a ogni problema.

Multitasking, fedele al suo primo amore, il teatro, ma capace continuamente di reinventarsi e cimentarsi in nuove avventure, Angelo Sateriale è un ragazzo che parla ai giovani, avvicinandoli attraverso mezzi classici e moderni, come il teatro e le canzoni, alla riflessione su se stessi e sulla società contemporanea.

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