HomeBenessere"Una bambola come me", un progetto per le disabilità infantili

“Una bambola come me”, un progetto per le disabilità infantili

Una mamma creativa, con spiccate capacità empatiche, realizza un progetto “una bambola come me” che sia a portata d’infanzia e rivolta alle disabilità infantili.

L’iniziativa nasce negli Stati Uniti ed è sorretta da una raccolta di fondi.

Si rivolge al triste mondo delle disabilità infantili e nasce dall’esigenza di donare un “compagno di avventura” ai bambini che sia più vicino alla loro immagine.

La disabilità riprodotta in una bambola diviene, così, possibilità di vicinanza empatica con un “simile” che faciliti l’accettazione della diversità.

L’ideatrice matura l’idea durante la sua esperienza lavorativa nei reparti di Oncologia Pediatrica.

Uno “specchio” amico

Una “Bambola Come Me” è l’esito di una sensibilità creativa messa al servizio della sofferenza.

Amy Jandrisevits realizza le sue “creature” a mano, donandole il volto familiare dei bambini che incontra.

E’ un’iniziativa che merita di essere apprezzata ancor di più in un contesto storico-culturale in cui le bambole esaltano canoni di bellezza difficili da equiparare. Gli spot pubblicitari esaltano i momenti di spensieratezza e le occasioni ludiche in cui bambini “perfetti” interagiscono con i loro giocattoli; si ignora, in tal modo, quella grossa fetta di bambini outsider, lontani da quelle immagini idilliache.

La possibilità per i bambini disabili di “proiettare” la propria condizione, consente di limitare il senso di solitudine e la distanza “incolmabile” con i loro coetanei fuori dagli ospedali.

Un dono prezioso per chi non può permetterselo

Le bambole hanno un costo di circa 100 dollari.

Per le famiglie indigenti o gravati dalle onerose spese ospedaliere, Amy ha messo a disposizione un fondo a cui possono attingere.

Prendiamo esempio dalla consapevolezza che esistono altri mondi, con colori meno sgargianti e con una lacrima di troppo.

In certi casi basta una bambola a dissipare le ombre si solitudine, che arrivi lì dove le parole non osano entrare.

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