venerdì, Febbraio 23, 2024
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Terremoto Irpinia, 43 anni fa e un ricordo ancora indelebile Il sisma, durato 90 secondi, ebbe una magnitudo di 6.9 e colpì un’area di 17mila km quadrati

Alle 19:34 di una domenica di 43 anni fa, il tempo si è fermato nel cuore dell’Irpinia. Una devastazione senza eguali provocata da una scossa di magnitudo 6.9 Richter con epicentro tra i comuni irpini di Teora, Castelnuovo di Conza, e Conza della Campania. Persero la vita 2.735 persone. Altre novemila rimasero ferite in un panorama apocalittico che rase al suolo diciotto comuni e ne devastò 99. La scossa toccò  tutta la regione con danni smisurati in molti centri della provincia di Avellino, Salerno, Caserta e a Napoli, dove un intero palazzo crollò in via Stadera, nel quartiere Poggioreale, causando 53 morti. I comuni maggiormente colpiti furono quelli di Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Calabritto e Santomenna. Le linee telefoniche si interruppero e la portata catastrofica del fenomeno fu chiara solo dopo diverse ore.

L’alba del giorno dopo illuminò solo macerie, polvere e lamenti, silenzi che sapevano chiaramente di morte.

Il terremoto dell’Irpinia segnò un punto di svolta sia in tema di gestione delle emergenze territoriali sia nel perfezionamento delle norme in materia di ricostruzione dei territori altamente sismici.

Consigliamo la visione del film diretto da Donatella Baglivo nel 2005 “ … E dopo cadde la neve” con Santi Bellina e Alba Cuomo. Ecco la trama:

Irpinia, 1980. Nel tardo pomeriggio del 23 novembre la vita dei paesini in provincia di Avellino viene sconvolta da un terribile terremoto che semina morte e distruzione. Ai momenti di terrore si sostituisce ben presto il doloroso compito della conta dei morti e dei dispersi e il riconoscimento dei corpi senza vita da parte di amici e familiari, così come per Battista, che tra le vittime riconosce il corpicino della sua amica Lucia, morta a soli 9 anni. Ad aggiungere ulteriori difficoltà arriva una forte nevicata che rende ancor più faticoso il lavoro dei soccorritori: militari, medici e infermieri, ai quali si uniranno semplici cittadini – tra cui Rocco, Maria e Giuseppe – che, volontariamente, daranno sostegno ai più bisognosi. Da allora la vita degli abitanti dell’Irpinia non è più stata la stessa.

A cura di Mariana Nardone e Marco Minichiello

 

“ dopo la tempesta, la quiete aspettando la rinascita”…

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