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Stephen Wiltshire, autistico che disegna intere città solo ricordandole


Stephen.Wiltshire, riconosciuto autistico all’età di 3 anni, oggi, a 45 anni, stupisce riproducendo intere città facendo ricorso alla sola memoria.

Prima di essere “etichettato” da una diagnosi specifica, Stephen era prigioniero del suo feroce mutismo, scambiato dai genitori per un “semplice” ritardo nel linguaggio.

A 3 anni le sue difficoltà diventano una gabbia e una risorsa; nel contempo, perde il padre per un incidente stradale.

Stephen Wiltshire, una matita e una bussola fisiologica

Con il solo supporto della memoria visiva, Stephen riproduce interi skyline di grandi città solo sorvolandoli dall’alto.

E’ il caso del complesso e intrigato paesaggio di Singapore, osservato durante un giro in elicottero e disegnato, in ogni minimo particolare, in soli 5 giorni.

Invidia dei cartografi e di chi è vittima di una frustrante incapacità di orientarsi.

Negli anni settanta, una diagnosi di autismo preannunciava un destino senza alcuna prospettiva.

Nonostante la profezia infausta, il giovane Stephen dimostra, sin dalle sue prime esperienze scolastiche, delle doti inaspettate.

Stephen Wiltshire, un “savant” in incognita

Oggi, probabilmente, sarebbe un “savant“, una rara condizione in cui soggetti con disfunzioni dello sviluppo (in particolare, i tipici disturbi dell’autismo) presentano doti spiccate.

Nettamente in antitesi con le marcate limitazioni complessive, dimostrano straordinarie abilità in alcuni ambiti specificamente circoscritti.

Secondo Darold A. Treffert, sono descrivibili come:

“spettacolari isole di talento o intelligenza che spiccano per il loro paradossale contrasto con la gravità dell’handicap”.

Stephen che sorprende con il disegno

All’età di cinque anni, iniziò a frequentare la Queensmill School di Londra, una scuola che accoglieva bambini con il suo stesso “problema”.

Fu immediata la sua evidente dote artistica che, in principio, si limitava alla riproduzione di animali ed automobili.

Presto sorprese compagni e docenti disegnando famosi edifici londinesi.

Fortemente impressionato dalla spiegazione dei danni del terremoto, inizia a ricalcare paesaggi immaginari, visti dall’altro, distrutti da un sisma.

I suoi disegni diventano sempre più complessi e ricchi di particolari architettonici.

“Carta” fu la sua prima parola

Stephen aveva trovato la sua dimensione, quello spazio “felice” che gli consentiva di comunicare con il mondo.

Tuttavia, i suoi insegnanti, non seppero interagire con quel canale privilegiato.

Per costringerlo alla parola, gli sottraevano i suoi strumenti da disegno. Quella feroce privazione lo costrinse a produrre il suoi primo suono con significato: “carta“.

Dai 9 anni in poi il suoi linguaggio divenne più comprensibile e fluente.


The London Alphabet

A soli 8 anni, il suo talento fu ampiamente riconosciuto al punto di ricevere una commissione dal primo ministro Margaret Thatcher; per lei disegnò cattedrale di Salisbury.

Due anni dopo stupì tutti con “The London Alphabet”, una collezione di disegni miniati in ogni lettera dell’alfabeto.

Stephen Wiltshire, un talento che non può essere ignorato

Il suo talento attira così tanto l’attenzione da essere intervistato dal Q.E.D, noto programma televisivo di approfondimento scientifico della BBC.

Il famoso architetto britannico Sir Hugh Casson, scriverà una prefazione per il suo libro Drawings , edito a soli 13 anni, in cui sono raccolte tutte le sue opere.

Nel 1991, Floating Cities, un’altra sua ammirevole raccolta, si piazza in cima alla lista dei bestseller del Sunday Times.

Nel 2006, Stephen Wiltshire è stato nominato membro dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico per il suo impatto nel mondo dell’arte.

Una sensibilità da condividere e trasmettere

Oggi Stephen è impegnato socialmente sostenendo fondazioni e onlus, soprattutto nell’ambito dell’educazione artistica nell’infanzia.

Disegna in pubblico e si sposta in elicottero per sollecitare la sua creatività che, poi, mette su foglio ed espone in una mostra permanente a Londra.

La sorella di Stephen, Annette, ha recentemente dichiarato al Guardian che suo fratello non si distingue per la diagnosi, ma per il suo estro artistico:

“Stephen non sa cos’è l’autismo … Ma sa di essere un artista. È importante concentrarsi sul suo talento e su come ha superato i suoi ostacoli”.

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