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Pademos non finanzia la corrida, i tori vivamente ringraziano

La corrida, da sempre, ha diviso non solo la Spagna, tra sostenitori agguerriti e chi aborrisce qualsiasi forma di violenza gratuita.

Oggi, Pademos, pare voglia mettere un freno significativo ad uno “sport” troppo cruento.

Un’attualità in cui i diritti dei più deboli sono riconosciuti nella loro indiscutibile priorità etica e sociale; l’ambiguità permane nel definire le fasce deboli in una dimensione storica in cui le vittime vengono strumentalizzate per diventare carnefici all’occorrenza.

Allo stesso modo, i carnefici indossano, strategicamente, gli abiti canditi dei “senza colpe“.

Una tendenza che lascia il mondo nella confusione e che conduce ad un pericoloso ribaltamento dei ruoli.

Uno sport secolare ora senza fondi

Consideriamo la corrida, uno “sport” che da sempre richiama sostenitori accaniti che contrastano con un acceso movimento animalista.

Una tradizione secolare, che vede due protagonisti che si scontrano ad armi impari; un duello che si conclude in modo drasticamente prevedibile, con qualche rara e sanguinosa eccezione.

Dopo un tempo interminabile di scene raccapriccianti qualcosa sta cambiando
José Manuel Lopez, leader di Podemos nella Comunità di Madrid, in campagna elettorale ha chiarito:

“Nessuna chiusura, ma la corrida si deve autosostenere”. 

Corrida: un’altalena di umori

Ammorbidendo i toni rispetto ad una decisione iniziale più rigida che sosteneva l’abolizione totale di uno sport definito “cruento”.

Una posizione che ha letteralmente diviso in due la Spagna e che ha aperto la strada ad ulteriori movimenti sotteranei e a malumori manifesti.

D’altro canto sono tanti i sospiri di sollievo in coro di chi si rifiuta di subire lo sguardo di un toro che si spegne nel modo più ingiusto possibile.

Tra loro, i sindaci indignados”, eletti in ogni parte del Paese iberico, inneggiano alla chiusura definitiva della “plaza de toros”, da troppi anni testimone di eccidi e di persone che si esaltano alla vista del sangue, così come il toro di fronte al drappo rosso.

Nei programmi elettorali scompare la corrida

I rappresentanti sia locali che nazionali di Podemos avevano chiarito, nei programmi elettorali, la loro posizione rispetto ad una tradizione, finora sostenuta da movimenti letterari e giustificata da un’antica tradizione religiosa e culturale.

Coerenti con le promesse fatte, i fondi sono stati tagliati e la corrida scompare dai programmi degli eventi annuali.

Ovviamente non sarà facile contrastare anche il più nascosto focalaio clandestino e agire su una “forma mentis” drasticamente ancorata alla tradizione iberica.

Intanto i tori sentitamente ringraziano…

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