MSC
HomeIn EvidenzaGli stridori del mondo: quei feroci contrasti che fanno riflettere

Gli stridori del mondo: quei feroci contrasti che fanno riflettere

Stridori che spingono alla riflessione; immagini di una feroce autenticità che sottolineano l’ingiustizia di essere nati nella parte di mondo sbagliata.

Soffermarci su un’immagine che sembra lontana pianeti, galassie allontana da un dolore indomabile. Mettere una distanza necessaria per garantirci un rassicurante senso di estraneità rispetto alle brutture del mondo.

Un sorriso, un raggio di sole e la sicurezza di un mondo complice, sereno che nasconde, nei suoi anfratti bui, destini tragici, morti ingiuste, storie che non vorremo mai raccontarci.

Qualcuno si volta dall’altra parte, altri si arrendono ad un feroce meccanismo di negazione.

Gli stridori tra serenità immortalata e volti segnati dal dolore

I più, purtroppo, indossano gli abiti effimeri dell’indifferenza e si lasciano scivolare addosso le lacrime di qualcun altro.

Cosa succede a questo mondo? Quando ha smesso di respirare allo stesso modo?

Oggi i confini non sono dati dalle fantomatiche “colonne d’Ercole”, ma da ideologie, scelte religiose, colore della pelle.

Eppure non siamo così distanti da chi muore per un’infiammazione che noi curiamo con un blando antinfiammatorio, da chi, per bere acqua sporca deve fare chilometri e perire prima di raggiungere la meta.

La nostra “oasi di pace” stride con i colori sbiaditi di altri posti nel mondo e ogni volta che respiriamo qualcuno spera di morire per non subire altra sofferenza.

L’artista turco, Ugur Gallen, fotografa e confronta gli stridori dei due mondi a canfronto: le contraddizioni tra Paesi sviluppati e quelli che sono afflitti da conflitti.

Un progetto sviluppato e diffuso sul suo canale Instagram, che mira a raggiungere anche gli animi più ostinati con immagini forti nella loro feroce autenticità.

War and Peace: Another World

Gallen ci lavora costantemente, arricchendo la serie di collage intitolata “War and Peace: Another World“.

L’artista vive al confine, in una Turchia che si frappone tra un’Europa agiata ed un Medio Oriente straziato dal dolore. Dichiara al sito Ridus.ru:

“Vivo in Turchia, che si trova vicino a una delle regioni più pericolose del mondo moderno. Il contrasto tra questi territori riflette per me due mondi diversi, che ho deciso di ritrarre nel mio lavoro”

Si nasce nella parte sbagliata del mondo e si smette di “vivere” per “sopravvivere”.

Must Read