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Ferragamo e la rivoluzione sostenibile. Al Museo di Firenze la mostra “Sustainable Thinking”

Si parla ormai da molti anni della salvaguardia del pianeta e della tutela delle persone, ma oggi più che mai, è doveroso applicare questi concetti anche alla moda, seconda industria più inquinante al mondo.

La moda che diventa ecosostenibile è un concetto che ormai ha preso piega in quest’ambito, tanto che molti marchi importanti della moda si stanno impegnando affinchè i tessuti utilizzati per realizzare i propri capi siano riciclabili e non inquinanti per l’ambiente.

La moda sostenibile mira ad instaurare un rapporto armonioso sia con l’ambiente che con le persone e quindi ad eliminare l’utilizzo di sostanze tossiche particolarmente nocive per l’ecosistema. Si tratta di sostanze non biodegradabili che, quindi, con il lavaggio degli abiti, vanno ad accumularsi nelle acque reflue provocando un danno ambientale notevole.

Un altro fattore di rischio determinato dall’impiego di queste sostanze è il bioaccumulo, ovvero quel processo attraverso il quale si agglomerano sulla pelle causando l’insorgere di gravi patologie.

Una mostra che guarda al futuro

Ecco la grande attualità e l’immensa scommessa della mostra “Sustainable Thinking” al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze dal 12 aprile all’8 marzo 2020.

Ideata da Stefania Ricci, direttore del Museo della famiglia Ferragamo che segue l’impegno che da anni l’azienda fiorentina porta avanti in questo ambito di tutela ambientale e sociale.

Nella conferenza di apertura della mostra, Stefania Ricci ha infatti dichiarato: “Inquinano i tessuti sintetici, ma anche il cotone che fa consumare tanta acqua. Con questa mostra vogliamo denunciare un immenso problema, ma anche dare segnali di speranza e di positività. Il cambiamento è in atto, è irreversibile, bisogna cambiare il modo di pensare, fare qualità circolare come già si fa in Ferragamo, parlare della responsabilità sociale dei processi produttivi. Ognuno di noi ha una responsabilità.”

Una mostra allargata per un tema complesso, che coinvolge i luoghi e le istituzioni culturali del Comune di Firenze come Palazzo Vecchio e il Museo del Novecento, ma anche tantissimi giovani creativi e studenti liceali.

Il Calzolaio delle Dive

La sezione più bella e coinvolgente della mostra è quella dedicata al Calzolaio delle Dive e alle sue strepitose creazioni a tutta fantasia e inventiva.
Sembra infatti di entrare nell’Archivio Ferragamo, dove in esposizione ci sono prodotti realizzati anche in tempo di guerra, con materiali poveri come la carta delle caramelle intrecciata ad arte, il filo da pesca, il sughero per le zeppe dei sandali e per i tacchi, ma modaiolissimi ancora oggi e sempre tanto imitati da tantissimi stilisti di altre maison del lusso internazionale.

Una mostra all’avanguardia, che guarda al futuro e che lancia un messaggio che al giorno d’oggi non può più essere trascurato, un’emergenza che deve essere affrontata da tutti, produttori e consumatori.

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