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Entri o esci??!! L’architettura delle “porte”

A cura dell’Arch. Marco MinichielloL’architettura della porta può assumere vari aspetti che va da quella di ingresso, a quella che  mette in comunicazioni diversi ambienti.

Possono  essere di svariate tipologie, scorrevoli a soffietto a scrigno, e di materiali diversi,  legno, blindata, di alluminio, e così via. Ma oltre ad avere una funzione reale, del semplice  aprire e chiudere, la porta può comunicare messaggi diversi.

Le diverse culture

Nelle diverse culture orientali ed occidentali si attribuisce alla porta una simbologia ricca di significato. La porta comunica messaggi diversi, a seconda che sia aperta o chiusa diventa simbolo della separazione o della comunicazione.

Una porta aperta dà l’idea di un nuovo inizio, evoca l’accoglienza, la libertà, le opportunità. Una porta chiusa, invece, suggerisce l’idea del rifiuto, dell’esclusione.

La porta simboleggia la protezione della nostra casa, difende la nostra privacy, è il limite tra il mondo esterno e quello domestico.

La soglia è il punto di incontro tra i due livelli. Infatti, il varcare la “soglia” ha proprio il significato simbolico di riunirsi ad un nuovo mondo, di passaggio tra un mondo ad un altro.

La soglia della porta è considerata la zona di confine attraverso la quale le forze maligne potrebbero entrare nella casa dell’uomo. Il simbolismo dei guardiani della “soglia” è molto vario.

Le tradizioni nel mondo

In molte tradizioni si usava apporre sulle porte diversi amuleti per proteggersi dagli spiriti maligni.

Gli Ebrei affiggevano ad essa testi delle Sacre Scritture.

In Cina le immagini dei maestri spirituali.

In Grecia la porta è il luogo di Hermes, e la sua immagine veniva collocata sulla porta delle case, affinché la soglia ne venisse protetta.

Nel mondo romano il guardiano della soglia  è Giano.

L’essere bifronte di questa divinità aveva la duplice funzione di protezione o di minaccia, di  allontanare o distruggere gli influssi malefici, per proteggere tutti i pericoli esterni la sacralità della porta.

Nel Vangelo di Cristo, è definita come “ la porta del regno di Dio” che simboleggia la vita eterna e la salvezza dell’anima.

Le porte sono tante, tante le metafore

Ognuno di noi può entrare, spalancarle o lasciarle aperte per cercare nuove occasioni di crescita e di maturità di pensiero.

In questo ci può essere di aiuto la letteratura o anche la filosofia.

Ad esempio la porta della Giustizia di Parmenide ci indica la via della verità, ci svela il senso profondo delle cose attraverso la ragione.

Quella della Legge di Kafka in maniera simbolica esprime il disagio dell’uomo moderno, dominato dall’angoscia, dalla paura, chiuso nella sua solitudine.

La porta Carraia di Nietzsche, sta a indicare la ciclicità del tempo, l’eterno ritorno dell’eguale, cioè la ripetizione di tutte le realtà e degli eventi del mondo.

Porte come immagine di frontiera e di transizione, che ci invitano alla solidarietà, a uscire dal cerchio delle nostre convinzioni, a lasciare aperto il passaggio a chi viene per stare insieme.

Porte come aperture sul tempo che ci parlano dell’uomo e delle sue vicissitudini.

La porta di Lampedusa, porta  d’Europa, creata da Mimmo Paladino, un omaggio ai migranti e alla pace, un simbolo per non dimenticare e per riflettere su ciò che giornalmente accade.

In letteratura sono numerose anche le porte magiche come ad esempio il famoso “apriti sesamo”, oppure le porte magiche di Alice nel paese delle meraviglie.

Secondo il Feng shui, la porta di ingresso è la “bocca dell’energia vitale” il chi.

Nei sogni la porta assume diversi significati a seconda della situazione che l’individuo vive, ma in generale indicano la nostra predisposizione al cambiamento.

La libertà è una porta fatta di legami che ci induce alla comprensione, all’abbraccio verso “l’altro” che non è paura, non è perdita dei propri privilegi, ma è semplicemente arricchimento, un imparare nuovo.

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