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Barilla cambia look. Il marchio lancia un nuovo progetto di comunicazione col brand GCDS

Lo storico marchio Barilla ha deciso di “svecchiare” un pò il suo look e ha dato il via ad un nuovo progetto di comunicazione col marchio di streetwear GCDS (acronimo di God Can’t Destroy Streetwear).

Un marchio italiano, GCDS, simbolo di un made in Italy che guarda alle piazze multiculturali e all’avanguardia di Milano, Londra, Berlino e che punta a un target giovanissimo.

Tutti capi tecnici, casual, ironici, oversize e unisex, tra grafiche pop, pellicce sintetiche stampate, maxi-loghi e colori accesi, evocando il mondo estroso e diversificato delle metropoli.

Barilla ha deciso di rivolgersi a questo marchio per progettare una collezione-omaggio e reinventare le classiche confezioni di spaghetti con un’edizione limitata.

È così che il blu d’ordinanza, segno inconfondibile della pasta più famosa d’Italia, si tramuta in un audace rosa shocking.

I due marchi sono entrambi presenti sulla scatola e subito risalta all’occhio il contrasto tra il colore di fondo, il rosso del logo Barilla, il giallo del grano e delle scritte geometriche.
Un contrasto che però appare perfetto.

In passerella è arrivata poi la capsule collection 2019-20, studiata in collaborazione con la multinazionale italiana: anche in questo caso abiti unisex super brandizzati e con stampe molto grandi, tra felpe con cappuccio, cappellini in lana e t-shirt su cui giganteggia il brand Barilla. Fucsia e viola dominano incontrastati.

Il marchio si rinnova

A oltre mezzo secolo di distanza Barilla torna dunque a sperimentare, puntando su uno sguardo giovane, contemporaneo, ispirandosi alla moda e riuscendo a mescolarsi ai nuovi trend. La tradizione che riesce ad attualizzarsi.

E chissà che con i futuri spot non arrivi un cambio di rotta definitivo.

Lo storico messaggio “dove c’è Barilla c’è casa “ è ancora un punto fermo, ma potrebbe cambiare, assumere nuove prospettive, senza però troppo discostarsi dalla tradizione.
In passato il voler rimanere così ancorato alla tradizione da parte del marchio è costato non poco.

Nel 2013 ci fu una dichiarazione sugli spot aziendali, di taglio volutamente tradizionale, in cui l’inserimento di famiglie omosessuali non era previsto. La frase venne letta come un attacco al mondo lgbt. Da qui scoppiò un vero e proprio caso nazionale e non solo.

Partì un boicottaggio epocale e Barilla pagò quell’uscita maldestra con un calo di vendite internazionale e un danno d’immagine notevole.
Infine giunsero le scuse tramite un videoclip.

Sembrano lontani ormai quei tempi e forse in alcuni casi un cambiamento dei propri schemi, dei propri punti di vista è necessario, soprattutto se si vuole rimanere nel mercato.

Pubblicità e messaggi che un brand vuole veicolare sono importanti tanto quanto le caratteristiche e la qualità di un prodotto.

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