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8 aprile 2005: l’ultimo saluto a Giovanni Paolo II

Tutti i grandi del mondo si incontrarono quell’8 aprile 2005, a Roma, per i funerali di Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II. Il Papa polacco, il primo non italiano dopo mezzo millennio; il papa del pontificato tra i più longevi della storia era morto sei giorni prima dopo un lunghissimo calvario di malattie e sofferenze. Già prima dell’annuncio della morte centinaia di migliaia di pellegrini giunsero con ogni mezzo a Roma. Si è calcolato che ad assistere all’imponente cerimonia funebre attraverso i maxischermi allocati nelle diverse piazze romane furono oltre cinque milioni di persone; mentre la TV trasmetteva l’avvenimento in mondovisione realizzando share di ascolto impensabili per qualsiasi altro evento del genere.

Una folla oceanica per Giovanni Paolo II

La salma, rimasta esposta nella Basilica di San Pietro fin dal 4 aprile, aveva attirato una folla oceanica – si parla di circa 3 milioni di persone -; che si era lentamente riversata per l’ultimo saluto in un corteo infinito e incessante. Fu questo il motivo per cui l’accesso alla coda fu proibito fin dalle ore 22 del 6 aprile; unico modo individuato per consentire lo smaltimento della fila, poi esauritasi solamente il giorno seguente.

Gli umili e i grandi riuniti per lui

Non solo uomini, donne e bambini provenienti da ogni angolo del pianeta vollero porgere il proprio omaggio al pontefice; ma appunto i rappresentanti di tutto il mondo. Dal Sudamerica agli USA, dall’Inghilterra all’Afghanistan, furono numerosissime le delegazioni internazionali, politiche e religiose, che vollero raggiungere il Vaticano in occasione della cerimonia. Tanto numerose che la Santa Sede si vide costretta a limitare il numero massimo consentito di rappresentanti per ciascuna nazione; con l’unica eccezione della Polonia, di cui lo stesso Wojtyla era originario.

Santo Subito!

Un grido si levò dalle piazze quando l’officiante cardinale Ratzinger alzò il calice del sangue: “santo subito!”. In quell’invocazione di santità del popolo credente e non si può leggere il voto dell’umanità per la liberazione dal male.

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