In Italia in particolare, il vino è una bevanda che richiama alla mente immagini di convivialità, famiglia, calore. Con vendite che, nonostante i fisiologici momenti di crisi anche internazionali, continuano a essere caratterizzate da numeri interessanti, ha un significato storico e sociale profondo.
Focalizzandosi su prodotti diversi rispetto a quelli che dominavano il mercato in passato, oggi va molto il bianco anche sulla scia della sua bassa gradazione alcolica, in linea con il generale trend salutista, si continuano a comprare bottiglie.
Non è un caso che quando si passano in rassegna i vini in offerta su e-commerce come Tannico, sia possibile trovare alternative per tutti i gusti e tutte le tasche: oggi bastano pochi click per portare in tavola vini perfetti per l’aperitivo o per raffinati momenti di meditazione.
Non sempre, però, quando ci si trova davanti a un bicchiere ci si rende conto di quanta storia sia racchiusa dietro a quel vetro. Per raccontarla, insieme con le numerose curiosità che la riguardano, bisogna fare un salto enorme indietro nel tempo e sfatare un luogo comune molto diffuso.
Siamo abituati a pensare agli inizi del vino immaginando momenti come il simposio, lo spazio di convivialità post banchetto che, nell’antica Grecia e successivamente nel mondo romano, vedeva gli uomini bere assieme e dedicarsi a canti, dissertazioni filosofiche, danze e giochi.
Già allora, il vino era considerato una bevanda antica. Per rendersi conto di quanto, basta ricordare che in alcuni reperti, per la precisione vasellame, risalenti al Neolitico e rinvenuti in Iran sono state trovate delle tracce di sostanze come l’acido tartarico e l’acido malico, entrambe fondamentali nella fermentazione del vino.
Tra i motivi per cui il vino ha attraversato i millenni rientra la relativa facilità di preparazione: si parte con la raccolta dell’uva, si prosegue con la pigiatura e si attende che succo e lieviti che si trovano sulle bucce entrino in contatto tra loro.
Nel corso dei secoli, abbiamo assistito sia a un’ottimizzazione tecnica e tecnologica dei vari step della filiera sia a un cambiamento dei gusti. Forse non tutti sanno che, nell’antichità, il vino era apprezzato soprattutto per la sua dolcezza.
Questa caratteristica ha contribuito tantissimo alla popolarità della bevanda e non è difficile capire perché: la preferenza per i sapori dolci è innata nella biologia umana in quanto associata a rilascio di dopamina e, a livello ancestrale, a cibi ricchi di energia e sicuri per la salute.
Anche la scelta del frutto di partenza per la produzione, ossia l’uva, non è casuale. Le proporzioni perfette tra acqua, tannini, zuccheri e sostanze acide creano le condizioni ideali sia per la fermentazione, sia per la proliferazione dei lieviti.
Il vino, come è chiaro, ha visto il mondo cambiare radicalmente, e non sempre in positivo. Il problema dei cambiamenti climatici, più volte al centro dell’attenzione mediatica negli ultimi anni, sta minacciando la filiera. Tra le conseguenze più gravi rientra la maturazione precoce dell’uva anche in zone dove le estati tendono a essere umide.



