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Massimo Bottura e il progetto “Food for Soul”

Food for Soul è un’associazione no-profit fondata da Massimo Bottura e Lara Gilmore per combattere lo spreco alimentare nell’interesse dell’inclusione sociale.

Un progetto nato nel 2015 quando a Milano si aprivano i cancelli di Expo, che nel corso degli anni si è trasformato in qualcosa che sta diventando un esempio per tutto il mondo.

Massimo Bottura è proprietario e chef dell’Osteria Francescana di Modena.

Tre stelle Michelin e miglior ristorante al mondo nel 2016 secondo Best 50 World’s Restaurants, è probabilmente il meno televisivo e il più internazionale dei nomi illustri della cucina italiana.

Nel 2015 appunto, ha inaugurato – in una sala in disuso degli anni’30 nel quartiere di Greco – il Refettorio Ambrosiano, progetto per cui ha chiamato a raccolta 40 dei migliori chef al mondo per cucinare utilizzando le eccedenze alimentari scartate ogni giorno tra i padiglioni dell’Esposizione Universale.

Questo progetto era nato come un qualcosa di temporaneo, legato al semestre di Expo, invece ad oggi esiste ancora e di strada ne ha fatta parecchia.

Perchè raccoglie tantissima gente da tutto il mondo, che ancora oggi si reca a Milano per vederlo.

Questo refettorio, che è molto lontano dalle mense benefiche nate fino ad ora, ma assomiglia più ad un ristorante stellato, raccoglie una lista molto lunga di volontari e di persone iscritte.

La nascita del progetto

Da questo piccolo, ma grande passo, nel 2016 Bottura e la moglie, Lara Gilmore, hanno creato la onlus Food for Soul per fare della lotta allo spreco alimentare una missione e aprire altri refettori in altre città del mondo.

Così, nel giro di pochissimo tempo, sono stati inaugurati quelli di Rio de Janeiro, Londra e Parigi.
I prossimi passi di Food for Soul riguardano gli Stati Uniti.

Massimo Bottura, che è diventato brand ambassador di Grundig, azienda di elettronica di consumo con cui lo chef progetterà nuovi prodotti da lanciare nell’arco dell’anno, ha inoltre annunciato che tra i progetti possibili di Food for Soul ci sono il Burkina Faso in Africa e anche la Grecia.

In Italia, oltre a Milano sono sorti tre refettori, uno a Bologna, uno a Modena e il Social Tables Made in Cloister a Napoli.

Come dichiarato in alcune interviste dallo chef stellato, ogni progetto è unico perché fondato sulle necessità della comunità locale, ma legato a tutti gli altri da valori e azioni comuni.

Per esempio l’utilizzo di ingredienti provenienti da eccedenze alimentari, il coinvolgimento di artisti, designer e architetti per la creazione di spazi belli e accoglienti, e il servizio ospitale dedicato ai membri più vulnerabili della comunità.

Accogliere le persone più bisognose in ambienti curati e belli, invitandoli a sedersi e a godersi un momento di convivialità attorno a piatti nutrienti e bilanciati, serviti direttamente al tavolo da un team di volontari, è il valore in più di questo progetto.

Un qualcosa di diverso, di importante, un progetto che ancora una volta dà rilevanza all’Italia come paese che può essere per tante cose di esempio al resto del mondo.

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