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Un collirio per la vista da “gatti”, il buio non è più un problema

Un collirio che sembra provenire da un laboratorio della Marvel, permette di vedere anche al buio come i gatti o come i supereroi.

L’effetto è temporaneo, ma i risultati sono sorprendenti! Se dovessimo imbatterci in qualcuno i cui occhi ricordano alieni spaesati in un mondo che non conoscono, ora sappiamo che sono umani che hanno usato il collirio. L’occhio è inquietante perchè diventa completamente nero, con la capacità di distinguere le forme nel buio come fosse in pieno giorno.

Il collirio che sconfigge il buio

Il collirio è stato sviluppato negli USA da un gruppo di scienziati indipendenti, definibili come biohacker. Hanno realizzato un prodotto particolarmente innovativo che potrebbe rivelarsi indispensabile per attività specifiche. L’obiettivo è quello di arginare le evidenti limitazioni in ambito scientifico. Una simile invenzione abbatterebbe i costi in maniera vertigiosa; consentirebbe di affrontare ricerche ripetibili senza ricorrere a strumentazione particolarmente costosa. Le loro ricerche si sono focalizzate sull’ampliamento delle funzioni sensoriali umane; a partire dalla vista, intendono proseguire questo filone che, sinora, ha dato risultati sorprendenti.

Il collirio che permette di vedere al buio contiene un pigmento fotosensibilizzante chiamato clorina E6, presente negli occhi di alcuni pesci che vivono in profondità; amplifica la sensibilità ai segnali luminosi di scarsa intensità e, una volta raggiunto la retina, agisce in poco meno di un’ora, necessita di un tempo di adattamento di circa due ore, e l’effetto dura per diverse ore.

Il collirio è stato testato, in fase sperimentale, su uno degli scenziati che si era offerto volontariamente. Attualmente è, ancora, necessaria la verifica su un campione ben più ampio così da valutarne potenziali effetti collaterali a medio e lungo termine oltre alle dosi massime tollerate.

I risultati ottenuti

Lo scienziato a cui è stata iniettata la clorina E6 ha mostrato “capacità” inaspettate; ha riconosciuto, al buio, numeri, lettere, simboli e forme su oggetti fissi distanti 10 metri. Ha individuato, inoltre, persone in movimento in un boschetto fino a una distanza di 50 metri in condizioni di buio totale, senza mostrare alcun effetto collaterale.

Tuttavia, dal momento che la clorina E6 aumenta la sensibilità alla luce, una volta iniettata ha richiesto l’utilizzo di occhiali da sole e altri dispositivi specifici per ridurre la quantità di luce in arrivo sulla retina ed evitare seri danni alla struttura cellulare oculare.

Un’innovazione che potrebbe avere ricadute eclatanti, soprattutto in ambito militare. La scoperta ha soddisfatto ambizioni che da tempo la scienza si pone e la “fantasia” umana di potenziare i sensi.

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