venerdì, Maggio 24, 2024
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SSC Napoli, tra sogno e realtà

a cura di Marcello Rocco.

 La SSC Napoli sta affrontando uno dei momenti più complicati dell’era De Laurentiis.

 A Seguito della durissima contestazione da parte dello Stadio Diego Armando Maradona, a partire dalle curve, nei confronti degli azzurri dopo la dura sconfitta, in casa, contro l’Atalanta per 3 reti a 0 ora è il momento di capire quali sono gli obiettivi di questo finale di stagione.

Una stagione deludente che potrebbe essere salvata nel finale di campionato 

 I partenopei si sono mostrati troppo spesso poco incisivi e hanno sprecato tante occasioni alla loro portata.

Fa sicuramente riflettere il dato che vede come migliore allenatore di questa stagione proprio Rudi Garcia il quale ha fatto molto meglio, se si guardano analiticamente media punti oltre che posizionamento in Campionato e nella massima competizione europea, sia di Walter Mazzarri che di Francesco Calzona.

 Per quest’anno la qualificazione per la prossima Champions League sembra ormai un obiettivo non più raggiungibile, sia per le poche partite che mancano che per il gioco che la squadra sta esprimendo. Rimane infatti un ricordo sbiadito il calcio spettacolo che ha permesso agli azzurri di stravincere il campionato scorso e mostrare il gioco più bello d’Europa.

Se da una parte il Napoli continua a sognare attraverso i ricordi della passata stagione, che dal 4 maggio saranno proiettati al cinema con il film Sarò con te, dall’altra parte è arrivato il momento di fare i conti con la realtà.

 La UEFA Europa League potrebbe essere un obiettivo ancora alla portata del Napoli a condizione che la squadra compia una netta inversione di marcia negli ultimi match a partire dalla sfida fuori casa contro il Monza.

 Bisognerà quindi capire se il Napoli, come l’Araba Fenice, riuscirà a risorgere dalle proprie ceneri, dimostrando una resilienza che ha sempre caratterizzato sia la squadra che la città alle pendici del Vesuvio o, viceversa, quella che volge al termine sarà la stagione calcistica più disastrosa degli ultimi vent’anni.

 Un Napoli sempre meno azzurro e sempre più bianconero 

 Intanto il Presidente De Laurentiis ha deciso di affidare la direzione sportiva della SSC Napoli allo juventino Giovanni Manna mentre, da diversi mesi, sta rincorrendo, per la guida della panchina azzurra, un altro “totem sacro” della “vecchia signora”: Antonio Conte.

 Tutto questo sembra paradossale se si pensa che poche settimane fa il Presidente del Napoli, in una conferenza stampa fiume, pronunciò le seguenti parole:

 “Quando ho preso Giuntoli, che veniva dalla Serie D, nessuno si è chiesto chi fosse. Lui è cresciuto per otto anni con noi, nascondendomi che fosse uno juventino sfegatato. Se l’avessi saputo, non l’avrei trattenuto. Io gli voglio bene e sarò sempre pronto a dargli una mano, ma certe cose non le tollero”.

 Oggi quindi si riparte proprio dal vice del tanto vituperato Cristiano Giuntoli. Speriamo solo che alla fine di tutto questo De Laurentiis non decida proprio di prendere Massimiliano Allegri per la panchina azzurra. In quel caso il Napoli diventerebbe una vera e propria succursale della squadra torinese.

 Grande prova di dignità e fermezza del Napoli sulla questione razzismo

 Va sottolineato come a seguito dell’episodio razzista ai danni di Juan Jesus la SSC Napoli e la città di Napoli si sono stretti attorno al giocatore azzurro mostrandogli solidarietà all’interno e all’esterno dello Stadio Diego Armando Maradona.

 

Il Napoli, visti i mancati provvedimenti disciplinari nei confronti del giocatore dell’Inter Francesco Acerbi, ha deciso di portare avanti da solo le iniziative contro il razzismo non prendendo più parte a quelle organizzate dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A definite dai partenopei: “Di facciata”.

 A portare la loro testimonianza al Maradona, in occasione del match contro l’Atalanta, il giovane calciatore del Napoli Mohamed Seick Mane e l’attore Marco D’Amore il quale ha pronunciato parole toccanti che hanno emozionato i presenti: “Troppo hanno visto i nostri occhi, troppo hanno sentito le nostre orecchie, ma non è più questo tempo indifferenza e noncuranza, Napoli fai sentire la tua voce senza vergogna, paura, diciamo uniti insieme no al razzismo.”

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