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Allarme “pneumopatia da svapo”, al bando le sigarette elettroniche

Un allarme con tanto di led rosso e segnale acustico assordante! Le sigarette eletteoniche possono condurci all’ospedale e addirittura alla morte.

Comparsa sul mercato americano, nel 2007, come l’ “isola felice” dei fumatori ridotti a piccoli e sparuti “ghetti” affumicati. Assillati da divieti onnipresenti e una politica del terrore che sperava di farli desistere dalla loro deleteria abitudine.

L’ultima spiaggia del fumatore, l’alleata da portare ovunque che nessuno avrebbe più osato mettere al palo. La sigaretta elettronica, talora, risulta persino piacevole per per i non fumatori; aromi irresistibili e poco fumo. Finalmente nessuna restrizione per chi non vuole smettere di fumare.

In realtà l’illusione dura poco; iniziano a far capolino le prime controindicazioni fino a raggiungere l’attuale apoteosi. Dagli Usa, la segnalazione di una nuova patologia polmonare che colpisce i giovanissimi ‘svapatori’; può condurre ad un’insufficienza respiratoria grave e persino alla morte. La sintomatologia può, inizialmente, essere confusa con una polmonite.

Un allarme da non sottovalutare

Un ulteriore allarme giunge dall’utilizzo alternativo di tali strumenti; giovanissimi pazienti (età media 19 anni), infatti, dichiarano di aver utilizzato la sigaretta elettronica per fumare derivati del tetraidrocannabinolo. Si presentano in ospedale per dispnea ingravescente (che talora necessita di ventilazione meccanica), tosse, dolori addominali, nausea e volito. All’Rx torace mostrano addensamenti bilaterali. Non rispondono agli antibiotici ma migliorano con il cortisone per via sistemica.

L’informazione è fondamentale per un’adeguata diagnosi differenziale rispetto ad una “classica” polmonite. La ‘pneumopatia da svapo’, il ‘polmone da sigaretta elettronica’ è una nuova entità nosologica. E’ descritta e divulgata dal Dipartimento di Salute Pubblica dell’Illinois e del Dipartimento dei Servizi Sanitari del Wisconsin. Sono gli esiti di una raccolta dati e una ricerca capillare pubblicata sul New England Journal of Medicine.
 
Lo scorso luglio i due dipartimenti avevano ricevuto numerosissime segnalazioni di patologie polmonari associate all’uso delle e-cig; condizione che li ha motivati nel realizzare lo studio volto a confermare i loro dubbi.
I casi venivano definiti come persone che avevano fatto uso di e-cig o prodotti simili nell’arco dei 90 giorni precedenti l’esordio dei sintomi; si presentavano alle indagini radiologiche infiltrati polmonari, non attribuibili ad altre cause. Per ognuno di loro veniva acquisita la documentazione clinica e veniva effettuata un’intervista.

I numeri che terrorizzano

La ricerca ha portato all’individuazione di 53 pazienti (83% maschi), di 19 anni di età media. Tutti presentavano sintomi respiratori (98%), gastro-intestinali (81%) e sintomi sistemici (100%). Tutti presentavano alle indagini radiografiche del torace infiltrati bilaterali. Il 94% di questi è stato ricoverato, il 32% sottoposto a intubazione e a ventilazione meccanica; un paziente è deceduto. L’84% di questi pazienti ha riferito di aver fatto uso di prodotti a base di tetraidrocannibinolo (THC) nei device elettronici.

Le patologie polmonari associate all’uso di e-cig in questa indagine sono state diverse. I liquidi contenenti nicotina in particolare hanno prodotto una serie di quadri patologici diversi, dall’emorragia alveolare diffusa alla polmonite lipoide esogena; non sono mancati, tuttavia, casi di pneumopatia interstiziale acuta e polmonite da ipersensibilità; ricorrenti, inoltre, polmonite eosinofila e pneumopatia interstiziale associata a bronchiolite.

Dalle immagini allarmanti sui pacchetti di sigarette alle cartelle cliniche …


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