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“Paese Ritrovato”, un villaggio su misura per i suoi abitanti affetti dal morbo di Alzheimer.

Un paese delle meraviglie in cui anche chi dimentica la strada di casa può orientarsi senza difficoltà; case colorate ed un’unica strada in cui tutti gli abitanti sono affetti dal morbo di Alzheimer.

E’ alle porte di Monza, il paese ai cui abitanti chiede un passaporto speciale, anzi una diagnosi. Costruito su misura per chi non potrebbe vivere autonomente e libero.

Una serenità che a descriverla sembra irreale: c’è chi passeggia nel giardino botanico, chi si dirige verso la chiesa prima di concedersi un trattamento di bellezza o una piacevole chiacchierata con il vicino. Il cinema, un viale alberato e un’aiuola ben curata, tutto avvolto in un silenzio che sa di giornate tranquille e paesaggi ameni.

Un paese come tanti in cui le strade hanno un nome e le direzioni sono indicate dai segnali stradali. Una fermata del bus, un supermercato, un parco e loro, gli abitanti speciali che non possono smarrire la strada di casa. Quello che sembra un paesello è un caseggiato che si sviluppa su una sola strada, le porte dei condomini sono perennemente aperte e gli appartamenti sono stanze singole arredate ad hoc.

Il Paese dei ricordi felici

Bigliettaio del cinema e parrucchiera, così come tutti coloro che hanno un ruolo in questo paesello, sono in realtà operatori socio-sanitari. Tutto questo non è una scenografia per un film, ma il “Paese Ritrovato“, un villaggio costruito su misura per i suoi abitanti affetti dal morbo di Alzheimer.

I confini di un luogo sicuro entro cui gli abitanti possono muoversi con facilità; ogni giorno hanno la possibilità di affrontare un quotidiano di “normalità” in cui relazionarsi, andare a fare la spesa, incontrarsi per un caffè. In realtà è una sorta di “Truman Show” in cui i pazienti sono costantemente monitorati per la loro sicurezza. I “controllori” si mimetizzano come abitanti comuni, la parrucchiera, il bigliettaio, il fruttivendolo. Tutti intenti ad assicurare la migliore della vivibilità e a sopperire alle necessità dei loro assistiti.

Un progetto che consente agli affetti da Alzheimer di conservare dignità e autonomia oltre che della libertà di cui hanno disperatamente bisogno. Un paese su msura in cui percezione del tempo e dello spazio sono facilitati. Un mondo speciale in cui le frustrazioni sono contenute e le prospettive di vita, le migliori possibili che la patologia possa consentire.


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