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Le tipiche allergie primaverili: come conviverci al meglio

Con l’arrivo della primavera le temperature si alzano, i prati sono fioriti…e arrivano le allergie stagionali. Vediamo quali sono i sintomi e come curarli.

Il 30% della popolazione mondiale, in particolare nei paesi occidentali, soffre di allergie. In Italia gli “allergici” sono circa 2 milioni, di cui 570.000 con meno di 18 anni.
Per molti di loro, ovvero per quanti soffrono di manifestazioni dovute ad allergie ai pollini, con l’arrivo della bella stagione cominciano i guai. La primavera, infatti, è il periodo dell’anno in cui la concentrazione aerea di pollini è più alta e perciò le allergie raggiungono il loro culmine.

Negli ultimi decenni, in Italia, come in molti altri paesi industrializzati, è stato osservato un incremento della frequenza di casi di pollinosi. In particolare sono aumentate quelle forme di allergia dovute ai cosiddetti “pollini minori”, in passato raramente causa di allergie rispetto a quelle di graminacee e parietaria. I pollini emergenti sono in particolare quelli del CIPRESSO, del NOCCIOLO ,della BETULLA e dell’OLIVO.

Questi aumenti sono da attribuire ad alcune cause come i cambiamenti del clima, che avrebbe determinato per alcune piante un periodo di maggior produzione di polline, l’aumento dell’inquinamento atmosferico e l’introduzione nella costruzione del verde urbano e dei giardini privati di nuove piante a scopo ornamentale.
Ogni specie ha un suo periodo di fioritura ma ogni anno le condizioni atmosferiche influenzano l’inizio della stagione pollinica e la concentrazione dei loro pollini nell’aria. Per seguire l’andamento delle pollinazioni esiste una rete di sorveglianza nazionale (A.I.A. Associazione Italiana di Aerobiologia) e un monitoraggio con stazioni di rilevamento sparse in tutta Italia che misura la concentrazione nell’aria dei principali pollini dispersi. Questi dati sono utili sia al medico allergologo sia al paziente per una corretta gestione della malattia allergica.

Sintomi principali delle allergie

I sintomi più tipici delle allergie primaverili coinvolgono le mucose del naso, gli occhi e le vie aeree:

  • sintomi nasali: starnuti ripetuti, congestione con sensazione di naso chiuso, secrezione abbondante e di colore chiaro, prurito, riduzione dell’olfatto;
  • oculari: prurito alle congiuntive che appaiono arrossate ed edematose, lacrimazione, fotofobia (fastidio alla luce);
  • a carico dell’apparato respiratorio: tosse secca e stizzosa e difficoltà a respirare (la cosiddetta fame d’aria), crisi di tipo asmatico.

Altri sintomi, che possono comparire in associazione alla comparsa dell’allergia ai pollini, sono stanchezza e difficoltà di concentrazione, mal di testa, prurito diffuso, orticaria, dermatite.

Terapia

I sintomi possono presentarsi in forma isolata o variamente associati tra di loro, ma tendono ad avere un carattere cronico, pertanto è necessario, prima dell’inizio della stagione pollinica, rivolgersi allo Specialista allergologo per impostare il programma preventivo o terapeutico più appropriato. Molti pazienti si affidano, attraverso Internet, a siti di counseling online arrivando spesso ad autodiagnosi sbagliate. Il ruolo degli Specialisti è essenziale: è infatti necessario affidarsi a test diagnostici scientificamente validati ed eseguiti da esperti del settore.

Sarà lo Specialista, dopo aver diagnosticato con test specifici l’allergia, a stabilire la terapia più idonea per il paziente.
Evitare il contatto con l’allergene è ovviamente la soluzione migliore, ma non sempre è possibile. Possiamo quindi ricorrere a due possibile soluzioni terapeutiche. Una di tipo sintomatico, che va seguita fino alla scomparsa dei sintomi.

I farmaci sintomatici impiegati più spesso nella terapia dell’allergia respiratoria sono gli antistaminici, i corticosteroidi per via nasale o bronchiale, i colliri antiallergici, i broncodilatori e gli antileucotrienici. In casi selezionati si può prescrivere una terapia desensibilizzante (vaccino antiallergico o immunoterapia specifica), che consiste nella somministrazione di dosi crescenti di allergeni altamente purificati, per via iniettiva o sublinguale. L’obiettivo di questo tipo di terapia è abituare progressivamente l’organismo alla presenza dell’allergene responsabile dei disturbi, permettendo una diminuzione dei sintomi e del consumo di farmaci, migliorando in generale lo stato di salute e la qualità di vita del paziente.

Consigli utili

  • Consultare i calendari della fioritura: è necessario assumere i farmaci per l’allergia prima della comparsa dei sintomi.
  • Durante il periodo di pollinazione evitare le attività sportive in prossimità di aree verdi.
  • Ricordare che le concentrazioni di pollini sono maggiori nelle giornate secche ventose e soleggiate.
  • Tra le 10.00 e le 16.00, periodo di maggior concentrazione di pollini, tenere chiuse le finestre e i finestrini dell’auto.
  • All’aperto indossare occhiali scuri: la luce del sole aumenta il fastidio associato ai sintomi oculari.
  • Evitare di uscire subito dopo un temporale: l’acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree e in maggior profondità.
  • Evitare di fumare: il fumo irrita ulteriormente le mucose di naso e occhi.
  • Cambiarsi i vestiti e farsi una doccia quando si rientra a casa: si eliminano così i pollini che si sono attaccati nel corso della giornata, evitando l’esposizione notturna all’allergene.
  • Evitare categoricamente le “cure fai da te” perché si corre il rischio del sovra dosaggio o si sottovaluta l’interazione con altri farmaci e soprattutto evitare il ricorso a prodotti fitoterapici potenzialmente in grado di provocare reazioni avverse o anafilattiche.

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