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L’assenza di gravità uccide i tumori, lo Spazio si allea con la nostra salute

L’assenza di gravità da sempre ha affascinato per i suoi effetti sui corpi solidi; oggi si scopre che è in grado di sconfiggere le il tumore.

Una percentuale altissima, che rasenta la totalità delle cellule tumorali, “sconfitte” in un simulatore di microgravità in sole 24 ore. Provenivano da quattro differenti neoplasie, tutte “passate a miglior vita” senza ricorrere alle ben note farmacoterapie. Il risultato è eclatante; attualmente la ricerca si concentra sulle motivazioni di un effetto così potente dell’assenza di gravità sul male del secolo.

Una sensazionale scoperta da parte di due ricercatori dell’Università di Tecnologia di Sydney, Joshua Chou e Anthony Kirollos. Gli scenziato hanno reso noti i risultati a un programma radiofonico di Abc, la più importante emittente australiana.

Un effetto eclatante sulle neoplasie che richiede la messa a punto di una metodologia riproducibile sulla terra e con il minor costo possibile. Questo in considerazione che lo spazio non può essere “arredato” come corsi di ospedale.

Assenza di gravità che uccide i “nemici”

Tutto è iniziato quasi per caso, quando Chou e Kirollos hanno notato quale effetto avesse sulle cellule malate il simulatore di microgravità che avevano installato nel loro laboratorio. Si sono accorti che le particelle, prelevate da quattro tipi di cancro, alle ovaie, al seno, al naso e ai polmoni, morivano nel giro di un giorno. Da un semplice tentativo, dagli esito quasi casuali, la ricerca proseguirà sulla Stazione Spaziale Internazionale

Più che un evento, si tratta quasi di una svolta nella ricerca. Le ipotesi che, attualmente, sembrano essere le più “lucide” riguardano la problematicità di comunicazione tra le cellule maligne quando si trovano in una condizione di gravità ridotta o del tutto assente. Una difficoltà di azione e movimento sarebbe la causa della loro “dipartita”.

In ogni caso, per verificare che la teoria sia corretta e, soprattutto, che la formazione tumorale risulti effettivamente danneggiata dopo un viaggio nello spazio, i ricercatori hanno ideato una strategia assolutamente vincente. Consegneranno un congegno simile a una scatoletta agli astronauti australiani che partiranno per la prima missione spaziale del Paese, alla volta della Stazione Spaziale Internazionale. Le cellule quindi rimarranno per un po’ in un ambiente privo di gravità e si potrà capire se finiranno per morire tutte. Si ambisce, comunque, a scoprire tutte le motivazioni che mettono le neoplasie al muro.

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